L’AQUILA – Già entrato a marzo nel totonomi per l’assessorato alla Sanità del Lazio, Ferdinando Romano è in lizza con altri pezzi da novanta, per la poltrona del nuovo direttore generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, in  quota Fratelli d’Italia, in sostituzione di Gianni Rezza, appena andato in pensione. E dunque per il 65enne manager di origini campane, con casa a Roma, potrebbe prefigurarsi un addio anticipato dalla carica di direttore generale della Asl provinciale aquilana, ancor prima dell’imminente “esame” di metà mandato che cade questo mese.

Ma non è certo Romano l’unico papabile, per quello che è stato uno dei ruoli chiave nella drammatica emergenza covid 19, già ricoperto, prima di Rezza, dal pescarese  Claudio D’Amario, che è poi diventato direttore del dipartimento Sanità della Regione Abruzzo.

In pista ci sono altissime professionalità come Francesco Vaia, attuale Dg dello Spallanzani, Francesco Bevere, ex direttore generale di Agenas e già direttore della Programmazione al Ministero, e altri manager di grande peso in campo, in quota centrodestra, conditio sine qua non per poter essere scelti.

Secondo rumors romani, se dovesse fallire questo obiettivo, Romano potrebbe avere una consulenza dallo stesso ministero.

Per Romano, nominato in quota centrodestra e Lega, a giugno 2021, poi avvicinatosi a Fdi, al posto del “defenestrato” Roberto Testa, si tratterebbe, si vocifera, anche di una exit strategy, da una posizione che si è fatta scomoda e logorante, essendo il manager finito nell’occhio del ciclone a seguito dell’attacco hacker che ha messo in ginocchio la Asl, con “furto” oltre 500 gigabyte di dati sensibili di pazienti e dipendenti, pubblicati sul dark web, ad accrescere le difficoltà ereditate dall’emergenza pandemica.

Una vicenda che nonostante le rassicurazioni del dg e dei tecnici, è destinata a provocare disservizi ancora a lungo, per non parlare del contenzioso che si può generare intorno alla violazione dei diritti alla privacy, e con il rischio di ingenti risarcimenti danni a favore delle centinaia di persone già vittime del trafugamento dei dati medici e che si sono già rivolte ai loro legali.

In questo anno e mezzo a Romano gli è stato poi rimproverato di parlare poco con medici ed operatori, e di fare troppe economie a discapito della qualità delle cure. Come rivendicato nella lettera che gli hanno inviato nei mesi scorsi 19 chirurghi.  E’ bersagliato dagli attacchi delle opposizioni di centrosinistra e da parte dei sindacati, sulla condizione generale della sanità provinciale, con continue richieste di dimissioni.

Romano ha sempre risposto ai detrattori di aver moralizzato la Asl da una gestione in po’ allegra in particolare negli acquisti e di aver sbloccato dopo tanti anni i concorsi per i primari: 15 già espletati e 25 con procedure in corso. A difenderlo nel centrodestra in questi mesi per lui non facili, è stato il solo presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fdi.

La voce di Romano alla possibile guida della Prevenzione del Ministero, si rincorre da settimane in ambienti politici  e sanitari, anche alla luce del curriculum in base al quale ha risposto all’Interpello per il conferimento dell’incarico, pubblicato dal Ministero a fine aprile, a cui si aggiungono le affidabili entrature in Fratelli d’Italia, primo partito al governo e in Italia.

Romano è docente di Igiene alla Sapienza di Roma, e lo è stato anche alla facoltà di Medicina dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti e Pescara, è stato direttore sanitario al policlinico Gemelli di Roma, direttore dell’Agenzia sanitaria regionale abruzzese ai tempi del centrodestra guidato da Gianni Chiodi, poi direttore generale della Asl Roma D.

Un addio all’Abruzzo e a L’Aquila da parte di Romano, era stato del resto vaticinato nei mesi scorsi  in alcuni post su facebook  all’ex sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, medico, raccogliendo le indiscrezioni che giravano nell’ambiente sanitario da lui frequentato.

A confermare il suo peso politico, anche il fatto, come detto, che a febbraio il nome di Ferdinando Romano era tra i papabili per la nomina ad assessore regionale della Sanità nella giunta del neogovernatore del Lazio, Francesco Rocca, di Fdi anche lui, che ha poi però deciso a marzo di tenersi la delega ad interim.