L’AQUILA – “Occorre ribadire per l’ennesima volta che un modo sicuro per ridurre il grave disavanzo della Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila e per rilanciarla è l’internalizzazione di tutti i servizi esternalizzati. Ormai questa soluzione non è più rinviabile”.
Torna a parlare Loreto Lombardi, dirigente medico dell’ospedale regionale “San Salvatore” dell’Aquila e segretario aziendale all’Aquila del sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed, mentre la Asl provinciale aquilana sta ancora affrontando i gravi disagi causati dall’attacco ai sistemi informatici dello scorso 3 maggio.
E lo fa puntando ancora una volta sulla parola “internalizzazione”, uno strumento – spiega il direttore dell’Unità operativa complessa (U.o.c.) di Chirurgia e Diagnostica endoscopica del nosocomio del capoluogo abruzzese e sindaco di Scoppito (L’Aquila) – “che, come più volte detto in diverse occasioni, permetterebbe alla Asl di risparmiare alla voce ‘personale’ qualcosa come 15 milioni di euro solo per il primo anno, oltre ad eliminare la piaga del precariato”.
Nella sola Asl 1 sono centinaia i lavoratori di ditte e cooperative per i servizi che l’azienda ha esternalizzato. “Questa soluzione – spiega Lombardi – deve essere attivata attraverso la costituzione di una società in-house della Asl in un percorso che ovviamente coinvolta la Regione Abruzzo. Fino ad oggi, però, nessuno degli attori politici che sono a conoscenza di questa possibilità si è mosso ufficialmente per passare dalle parole ai fatti”.
“Non c’è di mezzo soltanto un fatto di risparmio – continua l’esponente Anaao-Assomed – ma anche di reinvestimento, perché quei 15 milioni di euro in meno alla voce personale andrebbero spesi per altre voci, dando così un ulteriore respiro alle casse aziendali. Inoltre, con una migliore condizione contrattuale per quei lavoratori di cooperativa sociale e di agenzie interinali che hanno ormai acquisito grande esperienza nella Asl ma che con i vari concorsi e avvisi pubblici rischiano seriamente di perdere il lavoro, migliora inevitabilmente il servizio all’utenza e ai malati”.
“Crediamo fortemente nella internalizzazione dei servizi – conclude Lombardi –, una strada assolutamente percorribile che salverebbe posti di lavoro, bilancio e servizi, ma ora è necessario che la politica regionale faccia il primo, fondamentale passo in quella direzione”.
Nei giorni scorsi, il consigliere regionale aquilano del Partito democratico, Pierpaolo Pietrucci, che si dichiara sostenitore della società in house per internalizzare i servizi Asl, il quale ha ha tuonato contro il centrodestra che guida la Regione Abruzzo, “perché si vergogna e teme le reazioni dell’opinione pubblica, di aver intrapreso l’unico percorso di internalizzazione per la Rsa di Montereale che andava evitato: si internalizzano infatti i servizi senza internalizzare i dipendenti, con un reperimento del personale attraverso gli avvisi pubblici e le graduatorie in atto. Un’autentica doccia fredda per tutti i dipendenti della Rsa di Montereale che adesso rischiano seriamente di rimanere senza lavoro ma ai quali, da parte questo centrodestra bugiardo, erano state fatte ben altre promesse e date ben altre garanzie. Stessa identica situazione la vivono i lavoratori della riabilitazione psichiatrica della cooperativa Lavoriamo Insieme. Si tratta di personale con esperienza in alcuni casi ventennale che ha prestato servizio in condizioni difficilissime durante il terremoto e la pandemia e che sarà ripagato con una stretta di mano e accompagnato alla porta”.
Lo scorso 3 giugno all’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila nessun politico, a parte il consigliere regionale di Legnini Presidente e leader della civica al Comune dell’Aquila, Americo Di Benedetto, ha preso parte all’assemblea pubblica indetta dal sindacato Fesica-Confsal in cui si è parlato, alla presenza anche di Lombardi, del tema dell’internalizzazione. Lo scorso anno, in un’altra assemblea pubblica di Fesicaò-Confsal sempre al “San Salvatore”, i politici presenti, tra cui Pietrucci e lo stesso di Benedetto oltre ad esponenti del centrodestra, avevano promesso di muoversi ufficialmente nel percorso iniziale che avrebbe dovuto portare all’internalizzazione dei servizi Asl.





