L’AQUILA – Dopo mille rinvii potrebbe arrivare oggi la scelta del nuovo direttore generale dell’Azienda sanitaria locale numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, in sostituzione di Giancarlo Silveri che, dal 1° gennaio, ha cessato le sue funzioni dopo 6 anni, ma già nell’aria c’è il rischio di contenziosi in caso di particolari nomine sgradite alla categoria dei medici.

Sulla scelta si è scatenato un aspro dibattito politico con la città divisa in due tronconi a seconda del tipo di profilo prediletto mentre intanto, a Pescara, si svolgevano le riunioni con l’assessorato di Silvio Paolucci e l’Agenzia sanitaria regionale di Alfonso Mascitelli che hanno decretato un taglio di 45 reparti nelle prime bozze.

Uno scenario che penalizza L’Aquila e l’Abruzzo interno, visto che delinea l’opportunità futura di sviluppo solo sulla costa per un ospedale maggiore di “secondo livello”, come li chiama la riforma, scenario che si è delineato anche per la presenza “zoppa” della Asl aquilana, rimasta senza testa.

Al termine del Consiglio regionale di oggi a Pescara potrebbe scoccare l’ora X, anche se è meglio non sbilanciarsi visti i precedenti e visto anche che un punto di sintesi non è stato fatto da Paolucci con il governatore, Luciano D’Alfonso.

Dopo una serie di dibattiti infuocati è calato un po’ di silenzio sulla vicenda anche se, sottotraccia, il sindaco del capoluogo, nonché presidente della conferenza degli amministratori, Massimo Cialente, non ha abbassato la guardia continuando a sostenere con forza la sua posizione, quella di “portare” l’ex direttore della Carispaq, Rinaldo Tordera, sostenendolo in questi giorni su social.

Un candidato non medico e aquilano solo d’adozione, anche se ormai trapiantato in città da 17 anni, proprio come sempre affermato da Cialente.

Soprattutto, un candidato non iscritto all’albo dei 127 idonei della Regione Abruzzo, ma idoneo negli elenchi della Lombardia (solo a una prima selezione) e della Toscana.

Queste amministrazioni regionali hanno regole diverse da quelle abruzzesi, visto che hanno approvato specifiche leggi regionali mentre qui si è solo recapita la norma nazionale: una discrepanza che potrebbe portare a contenziosi, come conferma ad AbruzzoWeb il coordinatore provinciale per la sanità della Cisl aquilana, Gianfranco Giorgi.

“Da quello che serpeggia, una nomina del genere aprirebbe il campo a dei ricorsi e anche noi come sindacato ci associamo a questa cosa, perché le nomine vanno fatto seguendo procedure corrette per evitare la paralisi amministrativa della nostra Asl, danneggiando tutto il territorio delle aree interne: un ricorso ora che si decidono i destini della sanità sarebbe devastante”.

Sempre da quanto appreso, in caso di nomina a loro sgradita potrebbero essere gli stessi medici a intraprendere le vie legali, essendo il fronte unito: alcuni dottori i cui nomi sono circolati tra i papabili nelle scorse settimane hanno fatto quadrato, mettendo da parte anche la loro differenza di posizioni politiche nel nome del principio: un medico del territorio che operi nel settore pubblico.

Una dinamica che ha lasciato un po’ isolato Cialente, pur titolato a parlare come presidente della conferenza dei sindaci.

Il primo cittadino aquilano ha incassato il sostegno, ma solo sottotraccia, degli altri due esponenti della “trimurti” che da vent’anni comanda il centrosinistra aquilano: la senatrice Stefania Pezzopane, che ha detto solo di scegliere il migliore, e il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, che ha affermato di fidarsi delle valutazioni cialentiane.

Proprio Cialente e Pezzopane avrebbero dovuto tenere un incontro con la stampa sui temi della sanità, ma è stato rinviato per due giorni di fila: lunedì per la contestuale visita improvvisa del presidente del Consiglio, Matteo Renzi; oggi, invece, non è dato saperlo.

Tra gli altri aspetti da dirimere della vicenda, la voce di un accordo con la nascita di un ticket tra Tordera e il marsicano Umberto Occhiuzzi che nei piani di Cialente sarebbe potuto diventare il nuovo direttore sanitario, anche se a domanda diretta il sindaco si è coperto, “non lo conosco bene”.

Ma il tandem non è fattibile perché sia il direttore sanitario, Maria Teresa Colizza, sia quello amministrativo, Marcello Sciarappa, hanno contratti in essere fino al 2018 e non possono essere rimossi a bella posta.

PIETRUCCI: “CI VUOLE UN MEDICO, MEGLIO ANCORA UNA DONNA”

“Insisto perché il nuovo direttore generale della Asl aquilana sia un medico, scelto dall’elenco degli idonei dell’Abruzzo, meglio ancora se una donna”.

Lo afferma il consigliere regionale del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci, presidente della seconda commissione (Territorio).

“Come ho spesso ribadito in queste settimane – sostiene – la mia posizione è dettata dalla necessità, di nominare una persona che conosca alla perfezione la situazione della Asl provinciale e che, quindi, sia in grado di incidere subito. Questo alla luce dell’imminente attuazione dei dettami del decreto Lorenzin e della riforma che l’Abruzzo si appresta a mettere in atto in vista dell’uscita dal commissariamento”.

Pietrucci ricorda anche che “sulla mia posizione si sono schierati numerosi sindaci del territorio più altre personalità e amministratori, voglio ricordare che anche i medici si sono compattati e tra i candidati è nata un’intesa per cui si accetterà ogni tipo di scelta che faranno il presidente della Giunta regionale e l’assessore con il massimo della collaborazione”.