L’AQUILA – “Non si può andare avanti a colpi di tagli. E non si può continuare ad evitare un confronto con la politica e con le parti sociali”.

Così ad AbruzzoWeb Roberto Bussolotti, segretario aquilano del sindacato Ugl, dopo il tavolo di questa mattina in Regione Abruzzo all’Aquila, tavolo voluto dal consigliere regionale del Partito democratico, Pierpaolo Pietrucci per parlare dello ‘stato di salute’ della Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, ma disertato dai vertici dell’azienda.

“Alla Asl del manager, Roberto Testa, assente per impegni già presi ma incapace di delegare qualcuno al suo posto – afferma Bussolotti – non interessa il confronto. All’azienda abbiamo già inviato delle note su quanto stava accadendo durante l’emergenza Covid-19, ma sono rimaste lettera morta”.

“Purtroppo, dobbiamo prendere atto del fatto che siamo di fronte a un’azienda che non condivide una progettualità. E nel frattempo i problemi aumentano, come era prevedibile, dopo l’emergenza per il Coronavirus. Problemi che non vengono affrontati dall’azienda, a cominciare dalla carenza di personale”.

“Un altro esempio è quello delle strutture convenzionate per la riabilitazione – aggiunge il sindacalista –  Chi ha necessità più urgenti ma che non è in oista d’attesa, è costretto a rivolgersi a strutture della costa abruzzese. Il che significa togliere ricchezza qui per portarla altrove. In pratica, non viene valorizzato il territorio. Non so se ci sia un interesse a togliere qualcosa all’Abruzzo aquilano, ma sicuramente c’è una disattenzione verso il territorio”.

Prossimi passi, per Bussolotti, “Commissione Sanità in Regione Abruzzo, la cui convocazione è stata annunciata da Pietrucci, mentre noi sindacati invece puntiamo al tavolo prefettizio (soluzione già annunciata dalla Cgil, ndr). Si va verso la scelta più dura, ma se la Asl non risponde l’unica strada è questa. Testa continua a negarsi, a non incontrarci, ci evita, lo abbiamo visto questa mattina. Avrebbe potuto delegare qualcuno, invece non ha fatto neanche questo”.

“Rischiamo, di questo passo, di fornire sempre meno servizi. Non saremo più un polo attrattivo, ma solo un polo depotenziato. Le scelte di adesso avranno dei frutti avvelenati tra qualche anno”, conclude. (red.)