L’AQUILA – Nervi tesi alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, dove si rischia un disavanzo da oltre 20 milioni di euro. Il dato preoccupante è emerso da una riunione in Regione di qualche giorno fa.
E da quanto trapela, la cattiva notizia sta acuendo gli attriti tra il direttore generale Rinaldo Tordera e l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci.
Del resto a luglio la Regione dovrà portare al tavolo di monitoraggio del Ministero della Salute, i conti della sanità abruzzese uscita a ottobre 2016 da un commissariamento durato sette anni, e ancora sotto “tutela”, ovvero ancora costretta a stringere la cinghia, pena un nuovo commissariamento.
Solo un mese fa Paolucci aveva annunciato con soddisfazione che “dopo 32 mesi di lavoro, abbiamo finalmente coperto integralmente e definitivamente tutti i debiti pregressi della sanità”.
Ovvero di essere riusciti a coprire i 110 milioni, che dopo pochi mesi dall’insediamento della nuova giunta nell’autunno 2014, erano stati stornati dal capitolo sanità per finanziare i progetti europei, mettendo una pezza alla crisi di liquidità nelle casse regionali, dovuta alle mancate rendicontazioni all’Ue dei fondi Fas.
Ai 100 milioni si aggiungevano poi i 168 di debito della Regione verso il Sistema sanitario regionale.
Tappata una falla però ora rischiano di aprirsene altre. Anche la Asl di Chieti-Lanciano-Vasto rischia di registrare un forte disavanzo, c’è chi dice di 40 milioni di euro, mentre il direttore generale Pasquale Flacco assicura che sarà molto più contenuto.
Le cose vanno un po’ meglio nelle Asl di Pescara e Teramo.
A preoccupare però proprio la situazione della Asl aquilana, visto che dal 2011 al 2015 il bilancio della Asl aveva chiuso in pareggio, mentre il primo bilancio firmato da Tordera rischia di essere in profondo rosso.
Il buco, per la metà riguarderebbe un contenzioso con i medici di famiglia.



