L’AQUILA – “Mi dispiace che il dottor Giancarlo Silveri sia andato via. Avrei preferito continuare a lavorare con lui. È stato un piacere per noi, è stato un maestro”.
Sono le parole del direttore sanitario della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Maria Teresa Colizza, che come reggente dal primo gennaio scorso sostituisce l’ex direttore generale, dimessosi con decorrenza 31 dicembre 2015, pur avendo un contratto fino al 2018, rinnovato dalla precedente giunta regionale di centrodestra guidata da Gianni Chiodi.
Un pubblico encomio è però arrivato a Silveri dall’attuale presidente della Regione Luciano D’Alfonso, che per l’ex manager ha così aperto all’ipotesi di un ruolo all’interno della Asl unica sulla quale la Giunta regionale sembra protendere, nonostante gli ostracismi interni alla stessa maggioranza.
E Silveri potrebbe essere uno dei sub commissari della nuova azienda regionale.
“Il metodo L’Aquila è da esportare in altri siti sanitari, col recupero del delta chirurgico si aprono spazi per liberare le altre bravure di cui è in possesso l’ospedale di L’Aquila”, ha detto il governatore durante la recente inaugurazione dei nuovi reparti.
Da parte degli operatori sanitari e di alcuni amministratori del territorio, è intanto iniziato un pressing nei confronti della Regione per la nomina del nuovo direttore generale, che chiedono che l’interim duri il meno possibile.
Tutto ciò perché alla luce del decreto Lorenzin e del lavoro che richiede l’applicazione territoriale e della concomitante riforma abruzzese della sanità c’è necessità di un vertice con piene funzioni anche per garantire una continuità alla gestione degli ultimi anni.
Di là da venire, dunque, qualsiasi estromissione di Silveri, come pure chiesto insistentemente dalla senatrice del Pd Stefania Pezzopane, che ha più volte invocato una sua sostituzione in virtù di un patto elettorale con D’Alfonso.
E contro ogni attacco che è arrivato dal sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, che recentemente in controtendenza ha elogiato il manager per i risultati raggiunti nella rifunzionalizzazione del nosocomio aquilano.





