L’AQUILA – Un super consulente esterno che per 39 mila euro, più iva e quota contributi, per un anno affiancherà i rup della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila nella gestione e verifica dei contratti, degli appalti e delle concessioni di lavori e forniture di beni e servizi, nella manutenzioni degli impianti e dei fabbricati, delle apparecchiature e delle attrezzature. 

Si tratta dell’ingegnere romano Remigio Benedetto Tecchia e a nominarlo, senza bando e per “intuitu personae”, è stato il direttore generale, il romano Roberto Testa, con la delibera 686 del 16 aprile  la scorso.

Con la solita somma sotto soglia, i fatidici 40mila euro, che permette di evitare il bando o la selezione.

Una decisione che ha creato imbarazzi e polemiche, adottata per la esigenza di una figura del genere, di cui la Asl, si legge nella delibera, è scoperta per la carenza di personale e per la impossibilità di assumere personale. 

Questa mattina la Asl ha replicato alle “accuse di Bendetti” in una nota, precisando: “Una figura di comprovata esperienza che, in virtù di una professionalità che si estende a diversi ambiti, consentirà alla Asl di ridurre i costi, evitando di affidare più incarichi a singoli professionisti e assicurando al contempo adeguati controlli su lavori pubblici, servizi e forniture”.

“Si tratta”, ha replicato il manager della Asl, Roberto Testa, “di una figura necessaria per creare, a beneficio dei distinti settori dell’azienda, una struttura di supporto al Rup (responsabile unico del procedimento) in diverse, importanti attività che riguardano esecuzione di contratti per lavori pubblici, manutenzioni e servizi tecnici”.

“L’incarico si riferisce a funzioni di verifica e controllo che permettono di cogliere le migliori opportunità, in termini di qualità ed economicità, e che presuppongono il possesso di competenze che spaziano in molteplici ambiti e che hanno un alto livello di complessità”, ha aggiunto il dg.

A tuonare contro la decisione, non pubblicizzata dalla Asl, è stato ieri in una nota al fulmicotone l’ex presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, Carlo Benedetti, presidente del Partito democratico cittadino, lanciando bordate oltre che sul manager, anche sui tre esponenti di Fdi, il presidente della Regione, Marco Marsilio, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e l’assessore regionale al Bilancio e Personale Guido Quintino Liris, medico tornato in piena pandemia a fare il dirigente part time nella sua Asl, incarico al quale ha rinunciato dopo solo un giorno in seguito alle polemiche.

“Come mai l’azienda, mentre raccoglie donazioni per completare i reparti Covid, ha deciso di investire in politica 40.000 euro, in sé considerati non pochi per poter essere buttati dalla finestra?”, ha chiesto Benedetti.

E soprattutto “perché tale incarico è stato affidato ad un romano come se in Provincia dell’Aquila non ci fossero le professionalità per gestire una attività, in fondo, non così complessa?”, concludendo sarcasticamente che L’Aquila “altro che capitale europea della cultura, è diventata periferia romana come Zagarolo e Palestrina”, con riferimento neanche troppo velato al fatto che il presidente della Regione è romano, e solo abruzzese di origine.

A leggere invece le motivazioni e le premesse riportate nella delibera, di questa consulenza se ne sentiva assoluto bisogno.

La Asl, oltre l’esercizio delle attività sanitarie – si spiega nella delibera firmata anche come da prassi dal direttore sanitario, Simonetta Santini, e dal direttore amministrativo facente funzioni, Stefano Di Rocco -, affida e controlla anche l’esecuzione di appalti pubblici e di concessioni di beni, servizi e lavori, di per sé indispensabili per l’erogazione delle prestazioni cui l’Azienda sanitaria è preposta”, aggiungendo che “permane nella Asl la carenza di personale tecnico ed amministrativo, dovuta alla impossibilità di incrementare l’organico da tempo ed aggravata anche recentemente dalla limitazione nelle assunzioni per tour-over nella Pubblica Amministrazione”. 

Pertanto si sconta il problema “dell’esiguo personale dotato di capacità ed esperienza nei contratti pubblici subisce una acclarata situazione di elevata concentrazione di procedimenti, anche molto complessi, in capo contemporaneamente alle stesse persone”. 

Non c’è dunque nessuno che possa star dietro a “decine e decine di contratti contemporanei e molto complessi”, e vengono citati  “la riedificazione di interi edifici post-sisma, la costante ristrutturazione di interi reparti ospedalieri, l’installazione di apparecchiature con pressanti vincoli impiantistici e strutturali ed altre opere edili ed i impianti che presuppongono una alta professionalità ed un adeguato titolo di studio per la verifica della progettazione e per la verifica dell’esecuzione, a garanzia anche del controllo preventivo dei costi e delle soluzioni alternative progettuali ed operative di minore impatto economico per la spesa pubblica”. 

Ecco dunque che era necessario un professionista che avesse le competenze per svolgere questi compiti, e che “goda della piena fiducia della direzione aziendale”, intuitu personae insomma, “per cui la stessa possa confidare in risultati positivi e concreti da raggiungere per quanto di interesse strategico per la Direzione”. 

La scelta di questa alta professionalità è caduta dunque su Remigio Benedetto Tecchia che come si può evincere nel chilometrico curriculum allegato alla delibera, ha svolto già decine e decine di incarichi di collaudatore e consulente, sopratutto per le Asl laziali, nel campo dei contratti pubblici, delle manutenzioni e dei servizi tecnici. 

Tecchia percepirà un compenso di 39.000 euro netti, a cui si aggiunge un contributo del 4 per cento, pari a 1.560 per la Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti, e l’Iva al 22 per cento del compenso, pari dunque 8.923 euro.

Si stabilisce che il consulente sarà alle dirette dipendenze della direzione aziendale, con compiti di supporto ai rup di interesse strategico, in qualità di “verificatore della conformità negli appalti di servizi manutentivi (manutenzione impianti, manutenzione edile, manutenzione elettromedicali e altre manutenzioni, sia ordinarie che straordinarie)”, “verificatore delle progettazioni e dei lavori, nonché delle procedure di affidamento, anche al fine di limitare l’applicazione delle varianti in corso d’opera e in aumento di costi”, e infine di “verificatore dei contratti e delle concessioni, nonché dei contratti complessi di servizi e di beni, anche al fine di monitorare la qualità e la quantità delle prestazioni e delle forniture”. (f.t.)