L’AQUILA – Nessuna reazione, nessuna richiesta di incontro da parte della Asl e della Regione per trovare una mediazione con le guardie mediche della provincia dell’Aquila che hanno annunciato uno sciopero di 5 giorni, dal 10 al 14 giugno, dalle 20 alle 24, “per le gravi e poco dignitose disparità di trattamento rispetto alle condizioni economiche e di lavoro dei colleghi nelle altre tre Asl abruzzesi”.
L’intenzione di incrociare le braccia è stata comunicata la scorsa settimana e allo sciopero unitario dei sindacati Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), Smi (Sindacato medici italiani) e Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani), l’adesione potrebbe arrivare all’80 per cento.
La Asl provinciale dell’Aquila ha comunque reso noto che garantirà le prestazioni indispensabili in provincia
Sono 88 i medici distribuiti nei distretti del territorio provinciale in stato di agitazione da tempo e hanno avviato le procedure di raffreddamento in Prefettura in aperto dissenso con l’azienda sanitaria per il mancato rinnovo di un progetto Obiettivo voluto dall’ex assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, per il ripristino delle indennità legate allo svolgimento delle visite ambulatoriali.
“Ad oggi non c’è stata alcuna richiesta di incontro da aprte dell’assessore alla Sanità Nicoletta Verì né tantomeno dalla Asl”, spiega ad AbruzzoWeb Vito Albano, medico aquilano, segretario provinciale della Fimmg ed ex consigliere di centrosinistra all’Aquila.
“La Asl, che è in difficoltà con le sostituzioni, procederà sicuramente alla precettazione. La nostra – sottolinea Albano – è una presa di posizione nei confronti dell’intera Azienda che sembra non tener conto che questa situazione si ripercuote inevitabilmente sulla salute dei cittadini e il mancato avvio di un confronto costruttivo è simbolo proprio di uno scarso interesse”.
Vasto il repertorio delle rivendicazioni delle Guardie mediche che in questa battaglia sono coordinate proprio da Albano: in primis la scarsa sicurezza: senza la indennità di rischio, i medici in questione ricevono pazienti spesso anche in condizioni precarie.
Infatti, come denunciato dal gruppo di medici, le auto di servizio che sono ferme e per muoverci dobbiamo ricorrere ai nostri mezzi. Una disparità di trattamento evidente rispetto ai colleghi delle altre Asl: 1,49 euro a ora l’indennità, a fronte dell’1,63 euro di Teramo.
Questo perché, spiegano: “Siamo i medici più sottopagati d’Italia: la Asl di teramo paga 26 euro ad ora e per una busta paga mensile di 106 ore eroga uno stipendio di circa 2.600 euro, l’azienda aquilana per 118 ore (con una quotazione di 22 euro ad ora) assicura un trattamento economico di circa 1.900 euro”.
“Nella confinante Sora, in provincia di Frosinone, la quota per una ora è di 28 euro. Ed essendo contratti che prevedono la esclusiva, non è permesso avere altri rapporti di lavoro”. Inoltre, alle guardie mediche della provincia dell’Aquila – come denuncia il gruppo di medici – non vengono riconosciute le prestazioni ambulatoriali che sono comunque assicurate, “nonostante non siano previste”, e la indennità di rischio.



