CHIETI – Come prevedibile, sta provocando durissime reazioni la vicenda rivelata da Abruzzoweb, dell’avviso pubblico pubblicato l’8 agosto e che scade domenica prossima, indetto dalla Asl provinciale di Chieti per l’aggiornamento della short list di avvocati esterni a cui affidare eventuali incarichi professionali di difesa e rappresentanza in giudizio, con requisiti che escluderebbero giovani avvocati e buona parte di quelli abruzzesi.
A chiedere l’immediata revisione è infatti l’ l’Aiga, l’Associazione italiana giovani avvocati, con il presidente nazionale Carlo Foglieni, che minaccia un ricorso al Tar. A rincarare la dose è il capogruppo in consiglio regionale del Partito democratico, Silvio Paolucci, che annuncia di voler portare il caso alla Commissione Vigilanza per audire la direzione Asl, l’Ordine degli Avvocati e le associazioni di categoria.
A creare uno sconquasso è nello specifico il requisito, introdotto nella delibera del direttore generale Mauro Palmieri, che escluderebbe buona parte degli avvocati della provincia di Chieti e dell’Abruzzo, a favore di avvocati di altre regioni, quello della “particolare e comprovata esperienza specifica, nella materia oggetto di ciascun settore in ambito sanitario eventualmente prescelto da attestarsi attraverso l’indicazione e la descrizione nei contenuti di dieci cause che abbiano avuto inizio negli ultimi sette anni”, nonché, per alcune materie, occorre anche aver auto “il patrocinio esclusivo per enti dei sistemi sanitari regionali e nazionale”.
Spiega l’Aiga, che “così come formulati, i criteri di selezione previsti dall’Avviso risultano infatti preclusivi per i giovani avvocati, escludendo una larga parte della categoria che, pur essendo pienamente abilitata all’esercizio della professione, non può vantare i requisiti di anzianità e di esperienza richiesti”.
Una scelta che, denuncia Aiga, “viola il principio di pari opportunità e priva l’Ente della possibilità di attingere a competenze nuove e qualificate. L’obiettivo deve essere quello di garantire procedure basate sul merito, sulla qualità e sull’uguaglianza non di escludere in modo arbitrario una larga parte della categoria. Abbiamo chiesto pertanto all’Asl 2 di Lanciano Vasto Chieti di rivedere l’avviso, introducendo criteri più equi e inclusivi. Qualora ciò non avvenisse, siamo pronti a ricorrere al Tar per ottenere l’annullamento delle clausole illegittime”.
Ad intervenire anche Paolucci, che ironizza: “è un bando che mette al bando tutti i giovani avvocati e la quasi totalità degli avvocati abruzzesi, in favore dei colleghi di altre regioni. È l’ennesimo paradosso a firma della direzione Asl 02, nominata dalla Giunta di Marco Marsilio”.
E ancora: “più che una procedura di selezione, la Asl 02 sembra voler avviare una procedura di esclusione. Le proteste degli avvocati sollevano più di un legittimo dubbio, così ho deciso di portare il caso all’attenzione della Commissione Vigilanza per audire la direzione Asl, l’Ordine degli Avvocati e le associazioni di categoria, al fine di accogliere le richieste del settore e rivedere i criteri di accesso all’Avviso Pubblico in una logica di trasparenza ed effettiva competenza”.
Il requisito della discordia, prosegue Paolucci, “di fatto penalizza gli avvocati abruzzesi a vantaggio di quelli di altre regioni, che hanno a disposizione un bacino di clienti notevolmente maggiore, potrebbe sembrare quasi un bando di matrice romana. Tutta la regione Abruzzo conta un numero di abitanti pari a un quarto della sola città di Roma, per esempio. Ma i dubbi non si limitano a questo. Secondo quanto scritto nell’Avviso Asl, un avvocato iscritto a un’associazione professionale regolarmente costituita, pur non possedendo i requisiti di iscrizione come singolo, può comunque vantarli se posseduti dall’associazione nel suo complesso. In sostanza, un avvocato privo di esperienza diretta potrebbe accedere alla short list solo perché fa parte di un’associazione, tradendo la logica della selezione basata sulla comprovata esperienza individuale”.
E ancora: “l’avviso richiede almeno otto anni di iscrizione all’albo, oltre alla dimostrazione di dieci cause negli ultimi sette anni. Questo incrocio di requisiti può portare a esclusioni illogiche: un avvocato con sette anni di iscrizione e trentacinque cause in favore di enti del Sistema sanitario regionale o nazionale sarebbe escluso, mentre un altro con otto anni di iscrizione e appena dieci cause sarebbe ammesso. Il quadro che emerge – conclude Paolucci – è di un Avviso pubblico che sembra non garantire trasparenza ed equità, e che rischia di compromettere la qualità della difesa degli enti pubblici. Serve una revisione profonda che metta al centro la competenza reale, il rispetto della professione forense e la tutela dei principi di giustizia, nonché la tutela dell’Ente”.





