L’AQUILA – “Non abbiamo mai condiviso la proposta della Asl unica in Abruzzo, la nostra  proposta è stata depositata già a febbraio del 2015”. È quanto afferma il vice presidente del Consiglio regionale (Italia dei Valori), Lucrezio Paolini.

“Tenendo conto della orografia regionale e della dislocazione demografica, appare opportuno – aggiunge Paolini -, anche per criteri di economicità, che le Asl vengano ridotte a due: una prevalente sulla zona costiera (Pescara e Chieti) e l’altra prevalente sulla zona montana (L’Aquila e Teramo)”. 

“In base a questa nuova organizzazione amministrativa è necessario riequilibrare le singole specialità in base a tre criteri: volumi di attività, esiti delle cure e bacini omogenei di utenza – osserva ancora Lucrezio Paolini -. Ognuna delle due Asl dovrà essere dotata, di un ospedale di Secondo livello e di ospedali di Primo livello; andranno privilegiati, infatti, presidi ospedalieri nelle zone disagiate. Sono anni che continuiamo a ripetere che bisogna Investire nella medicina territoriale, cioè potenziare i distretti sanitari, e implementare l’assistenza domiciliare integrata (Adi) che servirà a decongestionare le strutture di pronto soccorso dei presidi ospedalieri”. 

“La medicina di base, inoltre, deve svolgere un ruolo strategico nella nuova riorganizzazione sanitaria. I cittadini abruzzesi sono interessati alla qualità che il sistema sanitario regionale può offrire nella risoluzione dei problemi degli utenti – conclude -, puntando all’azzeramento delle liste di attesa e della mobilità passiva”.