TERAMO – “Abruzzesità” ferita e offesa e polemiche social a non finire, dopo che gli arrosticini di pecora sono stati protagonisti della puntata del programma di La7 “L’ingrediente perfetto” condotto da Roberta Capua, che ha comesso il “sacrilegio” di proporre una ricetta molto alternativa per la loro preparazione, non alla brace su una fornacella, ma in padella con ingredienti come burro e salvia oltre ad altre erbe aromatiche.
A seguire centinaia di post tra l’ironico l’indignato.
Eccone una breve rassegna, tra il serio e il faceto
“Ma come ti viene in mente perché non li fai in brodo ma per piacere chiudi si fornelli”, “Chissì nà mai suffert nella vita”, “Chjjjjj puzza’ scuppia’ la tielll”, “La prossema vote falle vullì a lu callare gni li Maccarune a la chitarre e dopo mettece lu mistecotte… e magnetele ghe tutte lu ceppe… queste é lu speremende chiu freghe che putive fá, ma ti si perse dendre a la solita tijielle”.
E ancora, “Quando nn sapete cucinare statevi fermi, gli arrosticini vanno fatti solo ed esclusivamente sul carbone,è basta!!! Nn cambiate la tradizione di ogni regione,in questo caso l’Abruzzo”, “a parte che secondo me il sapore sarà uno schifo ma poi per digerirli ci vuole la soda caustica!”, “bisognerebbe citarla per danni alla tradizione Abruzzese…”.
Ma c’è chi in controtendenza ha premura di osservare: “Gli arrosticini, arrivati sul mercato circa quarant’anni fa, sono realmente un prodotto tradizionale gastronomico abruzzese di qualità? E la materia prima la “pecora” da dove arriva? Dall’Abruzzo oppure dagli allevamenti intensivi ungheresi? Prima di inalberarci sull’uso del burro, chiediamo la tracciabilità del prodotto, che dite forse è meglio”. O anche, “ho lavorato alla preparazione delle rostelle per un locale della costa a km.0 sul finire degli anni 80 ma le pecore che trattavamo erano tutte marcate Polonia”.






