L’AQUILA – “Un’assoluta sorpresa” ma anche “una brutta pagina per la politica, che non ci voleva”.
Questa la valutazione comune dei consiglieri regionali di maggioranza e opposizione dopo l’arresto dell’assessore alla Cultura Luigi De Fanis.
La notizia ha colpito tutti, giunti questa mattina a palazzo dell’Emiciclo per partecipare alla seduta del Consiglio. “Per come lo conosco è una sorpresa – ha detto l’assessore Mauro Febbo (Pdl) – Se l’indagine si riferisce alla legge 43, stando alle indiscrezioni che abbiamo, mi sembra sia una legge poco finanziata quindi rimango sconcertato”.
“Pare che le indagini andassero scorrendo da settimane, non so se fosse realmente necessario questo provvedimento ma stiamo cercando di capire – ha detto Riccardo Chiavaroli, portavoce del gruppo Pdl – Politicamente ciascuno ne risponderà in termini personali, non credo che questo avrà incidenza sulle attività della maggioranza, del Consiglio e della Giunta”.
Secondo Luca Ricciuti (Pdl), invece, “se ci sarà un chiarimento non ci saranno ripercussioni politiche, in caso contrario sicuramente sì” mentre Lorenzo Sospiri (Pdl) non ha voluto commentare, esprimendo solo “dispiacere per un uomo che conosco”.
Uno dei più recenti ingressi in Consiglio, Nicola Mincone (Pdl), ha svelato di aver “incontrato l’assessore De Fanis in questi giorni, lo avevo trovato disponibile e molto tranquillo. Si parlava di programma, di partito, di territori. Ancora un brutto colpo per la politica, aumenta il giudizio negativo dei cittadini”.
Emilio Nasuti, capogruppo del gruppo misto, ha ammesso che “aprire il giornale e Facebook questa mattina ci ha shockato tutti. La Regione e il Consiglio insieme stanno cercando di uscire dal mare mosso della crisi lavorando seriamente – ha aggiunto – queste sono pagine che non dovrebbero essere scritte, ma mi auguro che tutto possa sgonfiarsi”.
Passando all’opposizione, duro l’esponente del Movimento 139 Carlo Costantini, ex Idv: “quando la discrezionalità amministrativa si trasforma in arbitrio si annidano episodi come quelli denunciati, che sono gravissimi. La colpa è di Chiodi – ha attaccato – non può esimersi dall’assumersi le responsabilità che gli competono”.
In vista delle prossime elezioni, il vice presidente del Consiglio regionale Giovanni D’Amico (Pd) ha espresso la speranza che “non ci siano reciproche aspettative, che gli equilibri istituzionali e politici non possano essere determinati da fatti di giustizia. Speriamo che tutto si chiarisca prima”.
Per Gino Milano (Centro democratico), l’accaduto “dovrebbe essere di pungolo a tutti per uscire da una pigrizia su cui ci siamo tutti troppo adagiati e rendere ancora più attenta una presenza che deve essere ulteriormente limpida”.
Il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis (Mpa), non ha invece voluto rilasciare alcuna dichiarazione.




