CHIETI – Il tavolo di conciliazione di ieri convocato alla prefettura di Chieti sulla vertenza Arpa ha dato i suoi frutti: niente più scioperi né stato d’agitazione, niente più tagli ai dipendenti.
Un solo problema, che non piacerà agli utenti: probabilmente già da febbraio prossimo i biglietti aumenteranno del 10 per cento.
Il tavolo di conciliazione, primo step della procedura di raffreddamento voluta dal prefetto Fulvio Rocco de Marinis, ha messo d’accordo un po’ tutti i convenuti.
Dai sindacati, che hanno ottenuto la revoca della disdetta dei contratti integrativi aziendali, al presidente del cda Arpa, Massimo Cirulli, che ha ottenuto precise assicurazioni dalla Regione, all’assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra, che aveva preparato con attenzione l’incontro davanti al prefetto.
Ieri mattina si era svolta la manifestazione di protesta davanti alla sede regionale organizzata da Cgil, Cisl, Uil, Cisal e Ugl.
Avevano sfilato in 120 e avevano annunciato scioperi e altre forme di agitazione. In nessun modo i lavoratori avrebbero permesso un taglio di 250, 300 euro annui dello stipendio.
D’altra parte, il presidente Cirulli aveva spiegato che non avrebbe potuto fare altrimenti, tenuto conto del taglio di 4 milioni e mezzo di euro dalla Regione, del fatto che le percorrenze non saranno tagliate in egual misura, dell’aumento incontrollato del prezzo del gasolio (si pensi che l’aumento di un solo centesimo per Arpa significa un costo di 100 mila euro), dell’impossibilità di aumentare i biglietti per volontà della stessa Regione, dell’aumento dei chilometri senza contribuzione regionale, del mancato arrivo dei fondi Fas e di quelle che Cirulli ha definito “difficoltà relazionali con una dirigente del settore trasporti della Regione”.
L’unica cosa da fare, di fronte a questa situazione, era tagliare gli stipendi. Dopo ore di trattative, però, Cirulli si è detto disposto a tornare indietro sulla sua posizione. Soprattutto grazie al fatto che Morra si è impegnato su diversi versanti.
L’assessore si è infatti impegnato a concedere il 10 per cento di aumento del biglietto dal prossimo mese di febbraio, a lavorare perché si sblocchino i Fas, a rivedere il sistema Unico per renderlo meno penalizzante per Arpa, ad approfondire le ragioni che hanno portato a tanti chilometri di corse senza contribuzione e a cercare di sanare la situazione e a far sì che ulteriori percorrenze non vengano decontribuite.
Davanti a tutto questo Cirulli ha deciso di fare marcia indietro sul taglio degli stipendi. Sebbene le questioni non siano completamente risolte, visto che ora iniziano una serie di incontri con il sindacato che comunque si è detto pronto a fare la sua parte.





