PESCARA – “Riscontro la nota non firmata, inviata a nome degli ingegneri ARPA, sulla vicenda dei concorsi per dirigenti. Ho troppa stima dei miei colleghi ingegneri per pensare che la maggioranza di loro possa aver equivocato il senso del mio comunicato, ma mi dispiacerebbe molto se anche una o uno soltanto, magari da una lettura superficiale, si ritenesse offeso”.

Sulla vicenda dei concorsi nell’Agenzia regionale protezione ambientale torna  Carla Cimoroni, componente rsu, ex consigliere comunale dell’Aquila, che in una prima nota aveva denunciato “anomalie” in due bandi del 29 dicembre, per dirigenti ingegneri “dai requisiti così specifici ed escludenti che è inevitabile chiedersi se non siano stati inseriti unicamente per limitare l’accesso il più possibile”.

Non si è fatta attendere la replica di ingegneri dell’Arpa, che in una nota hanno respinto l’idea che le loro competenze possano essere considerate sovrapponibili ad altri profili professionali e che “rivestono da sempre un ruolo fondamentale nel campo della tutela ambientale, in quanto portatrici di competenze tecnico-impiantistiche specifiche, non rinvenibili in altri profili professionali, pur di alto livello ed elevata specializzazione”. Un assunto che, secondo i firmatari, viene messo in discussione “in modo improprio” dal comunicato sindacale.

A seguire la controreplica di Cimoroni.

LA NOTA

Tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori ARPA hanno ricevuto una relazione estesa a mia firma su come si è svolta la riunione del 16 dicembre scorso, in cui è stata presentata alla parte sindacale la decisione di procedere con i bandi in questione, e su quanto contestato unitariamente alla Direzione, in quella sede, dalle stesse rappresentanze sindacali.

Ritengo pertanto che gli estensori del comunicato, sicuramente in buona fede, abbiano sbagliato interlocutore. Infatti quali siano le “specificità” e le “competenze tecnico-ingegneristiche precipue ed esclusive” richieste per ricoprire le figure dei due concorsi e per quali funzioni le stesse figure siano “indispensabili” dovrebbe chiarirlo l’ARPA che, pur incalzata dalla parte sindacale, non ha dato risposte in questo senso.

Come risulta infatti dal verbale della riunione del 16 dicembre, l’esigenza dei due profili dirigenziali corrisponde a un “input del Direttore Generale” e la destinazione (sede lavorativa e incarico) dei due nuovi dirigenti “sarà valutata successivamente”.

Nemmeno i due bandi pubblicati frettolosamente 13 giorni dopo la riunione, tra Natale e Capodanno, hanno chiarito la specifica esigenza operativa né la destinazione delle due figure richieste.

Sono queste modalità che, a mio avviso, gettano un’ombra pesante sulle procedure in questione e “sviliscono la professionalità” non certo di una sola categoria, ma della totalità delle lavoratrici e dei lavoratori di ARPA Abruzzo.

Quanto alle procedure concorsuali per dirigenti messe in atto finora, io stessa ho denunciato nel comunicato che ha destato tanta attenzione:
nuovi bandi, anche identici tra loro, ma con requisiti di accesso diversi; nuovi bandi, pubblicati a graduatorie precedenti ancora in vigore tanto che c’è un ricorso al momento vincente (due sentenze del TAR favorevoli); assegnazione ai vincitori dei concorsi, di incarichi diversi da quelli per cui erano state avviate le selezioni; atti organizzativi e piani triennali (!) di fabbisogno del personale modificati ogni 6 mesi senza un’evidente esigenza operativa né un’adeguata motivazione; procedure concorsuali o di mobilità non previste e avviate ancora prima di modificare gli stessi piani di fabbisogno del personale; un gran numero di incarichi di primo e secondo livello dirigenziale attribuiti a funzionari in aspettativa, dipendenti ARPA o di altri Enti, e non a dirigenti “di ruolo” (solo nel 2024 circa il 30% del totale dei dirigenti);
funzioni dirigenziali attribuite a componenti della Direzione Generale (espressione della Giunta Regionale), tenuti tra l’altro a esprimere parere sulle loro stesse nomine.

Sono a disposizione di tutte le colleghe e di tutti i colleghi di ARPA Abruzzo qualora volessero segnalarmi altro, ma confido che nessuno, a qualsiasi livello, senta il bisogno di portare il confronto su una mera e sinceramente stucchevole difesa di categoria.

Evidenzio, a tal proposito, che non ho mai detto, né lasciato intendere, né pensato che “le competenze dell’ingegnere sarebbero le medesime di altri profili professionali”, come si sostiene nel comunicato ahimè non firmato; penso, invece, che esistano competenze preziose, trasversali e comuni a diverse professionalità, e persino indipendenti dal percorso di studi, e che, proprio laddove non sussistano esigenze specifiche come nel caso in questione, sia opportuno aprire il più possibile le selezioni del personale dirigenziale e favorire la massima partecipazione.

I concorsi da dirigente ingegnere del 29 dicembre scorso sono solo la manifestazione più eclatante della mancanza di trasparenza e dell’ingiustificata discrezionalità con cui sono state gestite molte procedure fin dalla data di insediamento della nuova Direzione (maggio 2020) e anche di queste ho fornito una disamina abbastanza lunga ma sicuramente non esaustiva a lavoratrici e lavoratori, disamina che metterò volentieri a disposizione di organi di stampa o Enti interessati.

Trovo, pertanto, abbastanza spiacevole e fuorviante il tentativo di ridurre il mio intervento a un inesistente “conflitto tra categorie” che mai c’è stato, anche alla luce della interdisciplinarietà che caratterizza le attività di valutazione e controllo proprie dell’Agenzia e della proficua collaborazione tra le professionalità presenti in ARPA.

Spero con questo di aver ulteriormente chiarito le mie parole e rimango disponibile a un confronto nel merito della questione; ogni altra ricostruzione o interpretazione tendenziosa del mio pensiero non potrà che trovare definizione nelle sedi opportune.