L’AQUILA – Il dirigente del settore Urbanistica della Regione Abruzzo, Francesco D’Ascanio, lascia i suoi ultimi tre incarichi da commissario ad acta per le “aree bianche” dopo le bordate arrivate ieri in conferenza stampa dal suo assessore Gianfranco Giuliante.

La decisione è stata ufficializzata in una lettera dai toni sdegnati inviata oggi al presidente della Regione, Gianni Chiodi.

D’Ascanio giudica “ripetute e irrituali” le esternazioni di Giuliante che, a suo dire, “adombra scenari assolutamente falsi in merito a presunte collusioni di natura tecnica, familiari e financo ‘politiche'”.

Secondo D’Ascanio, dalla conferenza stampa dell’assessore “sembrerebbe emergere che il sottoscritto sia l’unico commissario ad acta” e “che le motivazioni che hanno supportato l’iniziativa dell’assessore vadano ricercate anche in miei presunti rapporti di natura extra-istituzionale che, evidentemente, confliggono con realtà a me ignote”.

D’Ascanio fa poi il bilancio della sua attività di commissario incaricato di rinormare le aree a vincolo urbanistico decaduto in assenza di provvedimenti da parte di Comuni o Province.

“Otto pratiche – spiega – sono già adottate e di queste alcune già in pubblicazione in quanto ho espletato il compito affidatomi nei tempi e nei modi previsti dalla legge”, mentre per le rimanenti, facendo un passo indietro, il dirigente annuncia a Chiodi: “le rimetto le residue tre deleghe”.

Stoccata anche sulle schede Prusst (Programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio), che Giuliante ha “sommato” alle aree bianche per accusare D’Ascanio di “gestire 8 milioni di metri quadrati” e chiederne il trasferimento ad altro incarico.

Per l’accusato D’Ascanio, “i Prusst non c’entrano nulla nella materia di cui stiamo trattando: confondere le due questioni significa non conoscere appieno la problematica e strumentalizzare la confusione”.

IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA

Illustrissimo signor presidente,

apprendo dai quotidiani locali, con vivo sconcerto ed amarezza, ripetute ed irrituali esternazioni dell’assessore Giuliante che nel manifestare pubblicamente disistima nei miei confronti, per il ruolo e nell’espletamento delle mie funzioni dirigenziali, adombra scenari assolutamente falsi in merito a presunte collusioni di natura tecnica, familiari e financo “politiche”.

L’azione commissariale tratta – come Lei ben sa – una materia delicata che affronta i problemi della vacatio politica ed amministrativa di Comuni e Province, nel trasparente perseguimento e nella salvaguardia degli interessi pubblici – che hanno rivestito e rivestono, per quanto mi riguarda – interesse prioritario ed assoluto con il ricorso a pragmatiche e lecite risposte perequative di ristoro a favore di quei cittadini che, pur di far valere le proprie ragioni, si devono barcamenare tra silenzi ed omissioni della Pubblica Amministrazione, tanto che il Giudice Amministrativo, dopo defatiganti percorsi, ammonimenti e diffide decide a che siano soggetti istituzionali terzi a decidere, ovviamente nel rispetto delle norme in materia.

Dalla comunicazione sembrerebbe emergere che il sottoscritto sia l’unico “commissario ad acta” nominato direttamente dal Presidente del TAR o delegato da Lei, mentre invece la verità è ben diversa: l’entità degli interventi sostitutivi in questa realtà urbana è tale che altri Dirigenti e Funzionari pubblici ed addirittura Liberi Professionisti di altre realtà provinciali, hanno già assunto provvedimenti sostitutivi per ambiti e soggetti proponenti ben più rilevanti di quelli a me affidati per le relative determinazioni.

Tuttavia, così come emerge dalle comunicazioni a stampa, sembrerebbe che le motivazioni che hanno supportato l’iniziativa dell’Assessore vadano ricercate anche in miei presunti rapporti di natura extra-istituzionali che, evidentemente, confliggono con realtà a me ignote.

Poiché non è mia intenzione, per come sono fatto e per come mi auguro Ella ha avuto modo di conoscermi, intralciare alcun tipo di azione o programmi anche “politici” che, ripeto, non mi appartengono, Le significo che 8 (otto) pratiche sono già adottate e di queste alcune già in pubblicazione in quanto ho espletato il compito affidatomi nei tempi e nei modi previsti dalla legge e Le rimetto le residue 3 (tre) deleghe da Ella conferitemi rappresentando parimenti che le relative pratiche – ancorché già trattate nei loro rispettivi aspetti tecnico amministrativi (acquisizione pareri propedeutici alle relative adozioni ex art. 10 L.R. 12 aprile 1983, n°18 e smi e predisposizione di specifici atti deliberativi) – sono rinvenibili presso l’Ufficio Pianificazione del mio Servizio, il cui Responsabile è l’Arch. Giuseppe Tedeschini che meglio di me, certamente, potrà – ove ritenuto utile – fornire delucidazioni di merito.
Per altri e diversi aspetti mi preme sottolineare che i P.R.U.S.S.T. non c’entrano nulla nella materia di cui stiamo trattando: confondere le due questioni significa non conoscere appieno la problematica e strumentalizzare la confusione!

Un’ultima significativa annotazione: prima di salutarLa e ringraziarLa per le continue manifestazioni di stima ed affetto di cui Ella mi ha onorato – e di questo La ringrazio sinceramente – mi preme evidenziarLe che la mia decisione ha, tra le altre cose, la non trascurabile motivazione di prevenire e sottrarre da ogni tipo di imbarazzo l’Istituzione di cui faccio parte e che Lei rappresenta.

Con sincera cordialità.

Francesco D’Ascanio