PESCARA – Giornata forse decisiva in procura di Pescara nell’ambito dell’inchiesta suo presunti appalti truccati  alla Asl: sarà di nuovo interrogata Luigia Dolce,  la ex coordinatrice della cooperativa Rondine, finita nel ciclone giudiziario per l’affidamento per la gestione di residenze psichiatriche extra ospedaliere, del valore complessivo di oltre 11 milioni di euro. Che ieri è stato revocato dall’attuale direttore generale della Asl, Vincenzo Ciamponi, anche lui indagato nella stessa inchiesta

Dolce è stata convocata per fornire ulteriori chiarimenti sulle vicende che portarono al suo arresto e a quello del dirigente del Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Pescara, Sabatino Trotta, candidato alle regionali del febbraio 2019 per Fratelli d’Italia, che si è tolto la vita nel carcere di Vasto a 55 anni, e di Domenico Mattucci, ex numero uno della stessa coop, posto ai domiciliari giovedì scorso dopo aver reso ai pm un’ampia confessione.

Dolce nel primo interrogatorio aveva confermato un viaggio a Roma per consegnare denaro in una busta in un ministero, rafforzando il filone d’inchiesta del “livello politico”. Ed ora dovrà dire qualcosa su quanto confessato da Mattucci:  ovvero di una presunta dazione che Trotta avrebbe dovuto girare al direttore della Asl, Vincenzo Ciamponi, che però nega fermamente di aver mai preso soldi da Trotta.

Nella delibera che ha revocato il ricco appalto si specifica come motivazione “il grave illecito professionale”, e “i forti sospetti sulla legittimità dell’intera procedura di gara realizzata dalla Asl di Pescara”. e si dà mandato  di sondare, tramite richiesta di preventivo, “la disponibilità di un operatore economico ad assumere, quanto prima, la gestione delle residenze psichiatriche”,