L’AQUILA – “Una vicenda che mi sorprende molto perché coinvolge funzionari che conosco come irreprensibili, comunque ho massima fiducia nella magistratura, faccia come sempre il suo corso”.
Commenta così la ex presidente della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane, oggi senatrice del Partito democratico oltre che assessore comunale del capoluogo, l’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila che ha portato a indagare 5 persone per aver pilotato un appalto per l’acquisto di mezzi spazzaneve.
“Ho seguito la vicenda quando li abbiamo acquistati perché il presidente segue tutto – ricorda la Pezzopane – ma se una struttura ti dice che i mezzi non funzionano e bisogna comprarli, si prendono”.
I fatti si riferiscono al maggio 2009, quasi alla fine del mandato della Pezzopane, cominciato nel 2004 e poi prolungato di circa un anno dopo il terremoto dell’Aquila.
Quanto al coinvolgimento di due dipendenti della Provincia, il dirigente del settore Viabilità Francesco Fucetola e il geometra Giuseppe Fiaschetti, la ex presidente ricorda che “li ho trovati al mio insediamento e sono rimasti dopo che sono andata via io. Li conosco come funzionari irreprensibili – assicura – Fucetola tra l’altro aveva la fama di essere molto rigido nelle procedure”.
La senatrice risponde infine ai due consiglieri provinciali di centrodestra Armando Floris (Popolo della libertà) e Gianluca Alfonsi (Alleanza per L’Aquila) che ne hanno chiesto le dimissioni da palazzo Madama ricordando le analoghe richieste per l’attuale presidente, Antonio Del Corvo, dopo che fu arrestato l’allora direttore generale dell’Ente, Valter Specchio.
“Paragonare questa vicenda a quella Specchio, persona scelta dal presidente della Provincia, uomo a lui fedelissimo, che scorazzava con le auto blu per fini non esattamente istituzionali e altre amenità – conclude la Pezzopane – è il frutto di una forma deviata e pericolosa di conflittualità politica”. Alberto Orsini
Gli indagati sono Francesco Fucetola, 63 anni, dell’Aquila, dirigente del settore Viabilità e trasporti della Provincia; Giuseppe Fiaschetti, 53 anni, di Lucoli (L’Aquila), geometra dello stesso settore dell’Ente; Piero Barbuscia, 61 anni, di Pescara, titolare della concessionaria che aveva venduto gli Unimog; Gaetano Specchio, 52 anni, dell’Aquila e Piera Serinaldi, 39 anni, di Roma, titolari di ditte specializzate nella pulizia del piano neve.
Stando alle indagini condotte dalla polizia giudiziaria del Compartimento della polstrada Abruzzo e Molise, l’appalto per gli spazzaneve sarebbe stato pilotato affinché la gara fosse vinta da Barbuscia. La somma sborsata fu di 1,5 milioni di euro, la metà dei quali erogata dalla Provincia, l’altra dalla Protezione civile.
Nello specifico la procura dell’Aquila contesta a Fucetola e Fiaschetti di aver attestato, contrariamente al vero, mediante stesura di un documento della Provincia dell’Aquila, del 4 maggio 2009, e inviato alla Regione Abruzzo, settore Trasporti, il cedimento strutturale, a causa del sisma, del tetto dell’Autoparco che, precipitando, avrebbe danneggiato 4 mezzi sgombraneve, ottenendo indebitamente l’erogazione di un finanziamento.
Sempre a Fiaschetti, Fucetola e Barbuscia l’accusa contesta l’aver redatto una determina dirigenziale per l’acquisto di 6 nuovi mezzi al fine di favorire la concessionaria Mercedes di Pescara, attestando falsamente che i mezzi a disposizione della Provincia non fossero più idonei allo scopo, in quanto danneggiati dal crollo del tetto dell’Autoparco, dov’erano custoditi.
Fucetola e Fiaschetti sono accusati, inoltre, di aver violato anche il codice dei contratti pubblici favorendo due società (la Specchio Srl e la Vivai della Molinella Snc) per l’affidamento “a corpo” di servizi sgombraneve/spargisale con un aggravio di spesa pubblica triplicata rispetto alle precedenti stagioni invernali, senza alcun giustificato motivo.
La Serinali, uno dei coindagati nell’inchiesta, è accusata di falso e truffa, perché avrebbe attestato falsamente l’impiego di un mezzo quando lo stesso secondo l’accusa era stato dato in appalto all’Anas, ottenendo un ingiusto vantaggio patrimoniale attraverso falsa dichiarazione all’Ente Provincia.




