L’AQUILA – Una novità introdotta nel bilancio della Regione Abruzzo di fresca approvazione potrebbe inasprire ancora di più lo scontro tra grande distribuzione e piccoli commercianti dell’Aquila sulla questione delle aperture domenicali.
I centri commerciali vorrebbero aprire sempre e senza recuperi infrasettimanali, i negozietti pretendono alcune domeniche con le saracinesche abbassate e hanno esultato all’ordinanza del Comune che fissa per il 2011 in 42 su 52 le domeniche in cui è possibile derogare all’obbligo di chiusura, ossia rimanere aperti, purché si recuperi con una chiusura di lunedì.
La soglia di domeniche aperte, già in uggia ai big del commercio, che premono per un innalzamento, potrebbe invece ulteriormente abbassarsi e scendere fino a 34, se verrà applicato anche nel capoluogo un emendamento approvato su proposta del capogruppo di Rifondazione comunista all’Emiciclo, Maurizio Acerbo, durante la sessione di bilancio di fine anno in Regione.
Curioso che l’assessorato comunale al Commercio abbia diramato l’ordinanza delle 42 domeniche proprio mentre la legge regionale di riferimento veniva cambiata. “Ma il Comune non ha colpe – spiega lo stesso Acerbo – perché l’ordinanza andava fatta in base alla legge che c’era e solo ora dovrà essere modificata”.
L’emendamento di Rifondazione è stato pensato per difendere il commercio al dettaglio, anche se, ammette il consigliere, per L’Aquila le cose potrebbero essere diverse.
“Il centro storico è distrutto – spiega Acerbo – e i piccoli esercizi hanno trovato nuovi spazi nei grandi contenitori. Valuteremo quindi se è il caso di derogare alle 34 domeniche nella zona del capoluogo”.
In ogni caso, continua il capogruppo Prc, “fino a decisione contraria la nuova disposizione dovrà essere applicata all’Aquila come in tutti i Comuni d’Abruzzo. Se poi ci chiederanno una deroga – conclude – ne parleremo, ma sarà per soddisfare un bisogno sociale, non dei centri commerciali”.
Questo aggiornamento sarà dibattuto nel vertice che l’assessore comunale Marco Fanfani ha fissato con sindacati e vertici dei centri commerciali per martedì prossimo, 11 gennaio.
Due giorni prima, domenica 9, alle 11.30 alcuni commercianti parteciperanno a una santa messa nella chiesa delle Anime Sante dell’arcivescovo Giuseppe Molinari, ottenuta presentando al presule una lettera con 43 adesioni di esercenti contrari all’apertura domenicale.
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