L’AQUILA – La preapertura della caccia in Abruzzo è prevista per domani 1° settembre e dopodomani, lunedì 2. La stagione venatoria partirà ufficialmente il 15 di settembre e si concluderà il 30 gennaio del 2014, 20 mila il numero delle doppiette attive in Abruzzo.
Quattordici in tutto le specie ‘cacciabili’, tra cui tortora, merlo, cornacchia grigia, gazza, ghiandaia.
Niente caccia nella Zona di protezione esterna (Zpe) del Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm), nelle Zone di Protezione Speciale (Zps) e nei Distretti di gestione per la caccia alla coturnice.
Animalisti sul piede di guerra, gli ambientalisti contestano il calendario: “un disastro soprattutto per la tortora”, mentre il Wwf minaccia di ricorrere alla magistratura contro la Regione Abruzzo. E la polemica infuria anche in politica. “Ma Regione quest’anno ha approvato un calendario venatorio tra i più conservativi in Italia”, ha dichiarato regionale alla Caccia, Mauro Febbo, in replica alle associazioni ambientaliste.
“La pre-apertura per la caccia a tortora, merlo, cornacchia grigia e gazza – spiega afferma il presidente di Wwf Italia Dante Caserta, come riporta il quotidiano Il Centro – ha avuto il parere favorevole dell’Ispra. Per tutte le specie cacciabili che non hanno un buon stato di conservazione in Europa, l’Ispra, nel suo parere, si è espressa apertamente affermando che quanto riportato nel calendario venatorio è in linea con le direttive della Comunità Europea. Lo stesso ha fatto per l’orso, dichiarando che le misure adottate nel calendario venatorio rispettano pienamente quanto previsto dal Piano d’Azione di tutela dell’Orso Bruno Marsicano”.
“Rispetto ai ricorsi al Tar – continua Caserta – le associazioni ambientaliste continuano a non dire la verità. Basta solo un esempio: nel ricorso avverso al calendario venatorio 2011-2012 su nove punti trattati dal Tribunale Amministrativo Regionale, solo due sono stati censurati. Per quanto riguarda le minacce di eventuali esposti alla magistratura – conclude Febbo – anche la Regione valuterà cosa fare insieme alle Province e agli Ambiti Territoriali di caccia. Quest’ultimi, ad esempio, nella passata stagione venatoria, a causa della sospensiva sulla caccia decisa dal Tar relativa ad alcune specie cacciabili molto ambite dal mondo venatorio (quaglia, tortora, beccaccino e allodola), hanno subito un grosso danno economico”.



