L’AQUILA,- “A mio avviso, vanno valutate positivamente le più recenti modifiche al codice di rito a maggiore garanzia dei soggetti raggiunti da richieste di misura cautelari, troppe volte smentite dall’esito successivo del processo, quando ormai pregiudizi spesso irreparabili si sono determinati a carico delle persone indagate”.
Così il presidente vicario della Corte di Appello dell’Aquila, Aldo Manfredi, nella relazione sull’Amministrazione della giustizia nel distretto dell’Abruzzo, presentata nel corso della inaugurazione dell’anno giudiziario che si è svolta all’Aquila. Per l’alto magistrato ci sono anche misure positive introdotto dal Governo. “Così con favore – ha continuato Manfredi – va vista la modifica dell’art 335 c.p.p. con la introduzione di una rigorosa puntualizzazione in senso oggettivo delle condizioni in forza delle quali un fatto possa essere ritenuto notizia di reato da iscrivere e, soprattutto, una altrettanta puntualizzazione in senso soggettivo delle condizioni in forza delle quali quella notizia di reato debba essere “soggettivamente” inscritta a carico di una determinata persona, all’evidente scopo di limitare l’abuso delle indagini meramente esplorative. In questo senso si segnalano poi gli artt. 335 ter e 335 quater c.p.p. che superano il principio della insindacabilità della iscrizione da parte del P.M., introducendo il più che opportuno meccanismo di controllo della sua tempestività”.
Secondo il presidente vicario della Corte di appello abruzzese, “positivo è poi, a mio avviso, l’intervento sugli elementi richiesti a pena di inammissibilità per proporre impugnazione, con la eliminazione di quello relativo al contestuale deposito della dichiarazione o elezione di domicilio ai fini delle notifiche del decreto di citazione”. “Regola che rendeva di fatto più difficile l’esercizio del diritto ad impugnare, in contrasto con il principio del “favor impugnationis” che è garanzia democratica dell’imputato, presunto innocente – ha concluso.





