L’AQUILA – “Ci eravamo lasciati lo scorso anno, sempre in questa sede, con un, invero sconfortante, appello a tornare ad occuparci seriamente e senza deleghe in bianco dei propri figli ed alunni. Si può ben affermare che la situazione, se possibile, è peggiorata. In ambito penale, si continua ad assistere ad una profonda trasformazione della criminalità, ormai evoluta in forme complesse e talvolta organizzate”. Lo ha affermato il procuratore generale presso la Corte di appello dell’Aquila, Alessandro Mancini, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario all’Aquila.
“Le cifre sono impietose. Nel 2025 si registrano 87 mila aggressioni con coltelli o altre armi improprie; – Dal 2018 il dato è triplicato; – Dal 2018 triplicate anche le aggressioni agli insegnanti All’interno di diverse aree urbane aumenta il degrado di singoli quartieri, identificati come roccaforte del crimine. Tutto ciò si traduce, oltre che in disagio profondo delle fasce minorili, anche in occasione di reclutamento di manovalanza minorile, da destinare ad attività criminali di vario genere. Tra i minori i reati in materia di stupefacenti (spesso condotti in forma di gruppo, al limite della costituzione di sodalizi ex art. 74 dpr 309/90) e contro il patrimonio, anche con uso di violenza sono molto diffusi, così sempre più preoccupanti sono episodi di abusi sessuali o anche in attività di prostituzione minorile e di relativo sfruttamento. Per quanto concerne, in particolare, la materia degli stupefacenti l’allarme è davvero rilevante”.
“L’uso di stupefacenti è diffuso e raggiunge fasce di età anche di 11/12 anni; si diffonde nelle scuole o in prossimità di esse, in contesti sociali 15 anche visibili, diviene quasi “normalità”, soprattutto in ragione della estrema facilità di reperimento delle sostanze, anche attraverso l’uso di smartphones, mediante accesso a piattaforme Telegram (o altre in uso ai giovanissimi) che fungono da vero e proprio supermercato anonimo, presso il quale é possibile acquistare di tutto. Di recente, sono state svolte indagini approfondite e coordinate (ad esempio tra Procura minorile e Procura di Pescara) con adozione di misure cautelari nei confronti di minorenni e maggiorenni che avevano impiantato un “supermarket” della droga su tutto il territorio regionale attraverso la creazione di un canale Telegram (Abruzzo Plug) al servizio di centinaia di clienti”.
“Altro dato sconfortante, emergente da plurime indagini, è l’assenza di controllo dei genitori rispetto all’uso di stupefacenti e di alcool: in alcuni casi (come in una indagine a Teramo) loro stessi assumono stupefacenti con i figli oppure li accompagnano ad acquistare; per altri versi, è incredibilmente ricorrente il caso di minorenni segnalati/e per ricoveri a seguito di coma etilico. Gravi e crescenti sono le problematiche connesse a fenomeni penalmente rilevanti esplicitati tramite il web (cyberbullismo, revenge porn, diffusione di materiale pedopornografico, challenge pericolose): si tratta di condotte poste in essere da minori o che vedono i minori vittime, testimoni e/o utilizzatori di atti e materiali illeciti. Spesso sono coinvolti anche minori infra-quattordicenni che hanno libero ed incondizionato accesso a smartphones e — di conseguenza — al web”.
“Preoccupa la percezione che i minori hanno della sessualità, del loro rapporto con il “genere”: in tal senso, si registrano numerosi casi di abusi sessuali, alcuni dei quali vengono reclamizzati o commentati sul web, come se alla commissione dell’atto illecito dovesse anche conseguire una sorta di pubblico riconoscimento. 16 Alla frequenza di abusi sessuali si accompagna anche la loro efferatezza, come documentato in recenti casi (ad esempio, in Pescara e Sulmona) mediante condotte che per la loro rudezza e violenza dimostrano, oltre al totale spregio della persona, manifestazioni di disagio psichico negli autori e determino traumi difficilmente cancellabili nelle vittime, a volte anch’esse già in condizioni di pregresse sofferenze”.
“Vi è un aumento delle risse tra minorenni o di casi di porto di armi: sorprende, ma ormai non più, quanto affermato da molti minorenni i quali riferiscono di portare con sé un’arma (addirittura anche per andare a scuola) per sentirsi più sicuri. Una siffatta percezione di insicurezza sembre celare una diffusa sensazione di smarrimento e di mancanza di risposte che la società attuale non riesce a fornire, in un mondo digitalizzato e in un tempo incerto e fosco. A questo proposito, va rivolto un forte appello alle famiglie e alle formazioni sociali per un maggiore e fattivo impegno di prevenzione e di sensibilizzazione. Queste sensazioni di smarrimento e vuoto emotivo (quando non connesse a vere patologie) accompagnano i gravissimi fatti di violenza accaduti negli ultimi tempi”.
“Il caso più grave riguarda l’omicidio di Christopher Thomas Luciani, avvenuto a Pescara nel giugno 2023: nel marzo del 2025 i due autori sono stati dichiarati responsabili dal Tribunale per i Minorenni con irrogazione di gravi condanne, pressoché confermate in appello, proporzionate alla altrettanta gravità dei fatti. Uno dei temi giuridici affrontati è legato alla circostanza attenuate della minore età, non data più per scontata, ma bilanciata con le altre circostanze aggravanti e dunque, potenzialmente recessiva, come affermato anche in altre sentenze di merito per casi molto gravi riguardanti imputati infra-diciottenni. 17 Oltre a questo episodio, si sono registrati diversi casi di tentato omicidio e di lesioni gravissime, a testimonianza di un allarme in tema di reati violenti contro la persona, che non possono essere letti in chiave di mera occasionalità”.
“Si ribadisce quanto già affermato: la sanzione penale è fondamentale. Un malcelato sentimento di “perdonismo” deve essere respinto: il giudice penale non è un sacerdote che assolve dai peccati. Il processo penale risponde a criteri rigorosi di prova dei fatti e proporzionalità della eventuale sanzione, poiché il minore deve percepire il disvalore del fatto criminoso, unico strumento di effettivo ravvedimento”,





