L’AQUILA – Lupo, orso bruno, aquila reale ed ora anche il gatto selvatico. L’Oasi Wwf Gole del Sagittario di Anversa degli Abruzzi, in provincia dell’Aquila si conferma una tra le più importanti, a livello europeo, per la biodiversità, dopo che le immagini catturate da due giovani ricercatrici ed una stagista hanno evidenziato la presenza, non conosciuta, del gatto selvatico.

“Ora si aggiunge all’elenco delle specie presenti nella riserva il gatto selvatico, di cui non avevamo informazioni in precedenza – commenta Filomena Ricci, direttore dell’Oasi Wwf Gole del Sagittario – La rete di fototrappole che abbiamo attivato ci sta dando informazioni importantissime sull’uso delle varie aree della riserva da parte delle diverse specie di mammiferi, dati che ci daranno indicazioni importanti per la gestione dei vari ambienti, in particolare del bosco. Possiamo svolgere queste ricerche grazie ai fondi di un bando del Piano di Sviluppo Regionale dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Abruzzo a cui abbiamo partecipato assieme al limitrofo comune di Villalago, anch’esso incluso nel territorio del SIC con la sua Riserva del Lago di San Domenico”.

“Le oasi del Wwf in Abruzzo – afferma Dante Caserta, presidente del Wwf Italia – si confermano realtà dinamiche sul fronte della ricerca e del monitoraggio ambientale. Il nostro paese è molto indietro sul rispetto delle direttive europee 147/2009/CE (già direttiva 409/1979 ‘Uccelli’) e 43/92/CE ‘Habitat’. Infatti da oltre 20 anni i monitoraggi naturalistici su specie ed habitat sarebbero obbligatori, ma lo stato italiano ha prodotto poco e nulla e solo a novembre 2012 è stato emanato un decreto per iniziare ad attuare le normative comunitarie”.

“Voglio sottolineare l’impegno di un piccolo comune di 400 abitanti come Anversa degli Abruzzi nella tutela della biodiversità in aree montane spesso considerate, a torto, marginali. Grazie alla collaborazione con la nostra associazione questo piccolo paese è diventato un vero e proprio laboratorio all’aperto sulla biodiversità dove sono impegnati decine di ricercatori e molti centri di ricerca tra università e strutture dello Stato”.