L’AQUILA – La morte improvvisa di Paolo Mascaretti, 28 anni (nella foto), studente aquilano, ha colpito duramente una grandissima folla di ragazzi del capoluogo che conoscevano il “Prof”, come qualcuno lo chiamava.
Basti pensare ai tanti amici che poche ore dopo la scomparsa hanno raggiunto l’alloggio del progetto C.a.s.e. dove abitava, per stringersi accanto ai familiari. Oppure, alle duemila persone che sabato scorso hanno affollato la frazione di Assergi per dargli l’ultimo saluto. O ancora, ai giovani che tutti i giorni continuano a fare visita alla palazzina del cimitero dov’è sepolto.
Stupore e dolore. Due sensazioni che sono facilmente percettibili anche su Internet, e specialmente nel luogo virtuale dove, dopo il terremoto del 6 aprile 2009, da tempo si ritrovano gli abitanti dell’Aquila che hanno visto le loro vite stravolte: la rete sociale di Facebook.
Come praticamente ogni suo coetaneo, anche Paolo era iscritto. Nelle sue pagine condivideva pensieri, dialogava con gli amici e la ragazza, inseriva qualche foto, parlava delle sue grandi passioni, la montagna e lo sci in particolare, e le automobili sportive.
Uno stacco netto e particolarmente doloroso c’è tra i giorni precedenti a venerdì, in cui era ancora lui a scrivere, e quelli successivi, in cui la bacheca dei messaggi è stata invasa dai post di saluto degli amici e dei conoscenti, straziati dall’accaduto.
Tanto quanto nella vita reale, insomma, anche sul web gli amici si sono stretti attorno al ragazzo.
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