L’AQUILA – “La mia candidatura è convinta, concreta e seria, sono già in campagna elettorale. La metterei a disposizione solo se nei prossimi giorni dovesse emergere una discussione, proficua e serrata, sui programmi e le cose da fare negli anni a venire, e in conseguenza a tutto ciò dovesse emergere una sintesi su una persona, quindi, con la possibilità reale di un candidato unico. Potrei anche fare un passo indietro, ma solo a questa condizione”.

Sgombra subito il campo dalle voci che hanno accompagnato la sua candidatura alla presidenza dei costruttori della provincia aquilana il 52nne imprenditore di Sulmona Gianni Cirillo, presidente dell’Ente scuola edile – Cpt della provincia dell’Aquila.

Nella lunga intervista ad Abruzzoweb, il patron della Ise Impianti, da 20 anni in seno agli organi direttivi dell’Ance, stoppa le voci che indicavano la sua come una discesa in campo tattica o meglio funzionale a tirare la volata al suo amico, il 72enne aquilano Gianni Frattale, per circa sei anni al timone dell’associazione, dal 2011 al 2017, in piena ricostruzione post terremoto, ed avversario alle elezioni fissate per il prossimo 18 dicembre.

Cirillo quindi si giocherà fino in fondo le sue carte avendo già bene le idee chiare, e farà un passo indietro a condizione che si trovi un candidato unico che possa mettere tutti d’accordo, situazione difficile da prevedere in un’Ance dilaniata da dissidi, tensioni e fazioni interne soprattutto a causa del caso, mai accaduto nella storia dei costruttori, della sospensione delle elezioni del 3 luglio scorso.

Una decisione presa dal presidente uscente, Adolfo Cicchetti, in seguito all’intervento dei probiviri nazionali che hanno insinuato dubbi sulla candidabilità dell’imprenditore aquilano Eliseo Iannini (62 anni), contrapposto al collega, anch’egli aquilano, Marino Serpetti (61), con i due che a settembre hanno rinunciato a correre per distendere il clima ad alta tensione e trovare una candidatura unitaria. Oltre a Frattale e Cirillo alle elezioni bis si è candidata anche la aquilana Serena Pacione (53), titolare della società ‘Servizi integrati’.

“Me la gioco fino in fondo -conferma ancora Cirillo -, facendo un paragone calcistico mi sento come l’Atalanta: vorrei un fare un buon calcio con iniziative innovative ancora più importanti di quelle già messe in campo, sia per intercettare le opportunità del mondo che sta cambiando velocemente sia per affrontare le problematiche. Vorrei fare un calcio bello con programmi all’altezza: in tal senso, uno dei mie fiori all’occhiello sarà l’impegno a lavorare alla costruzione di un vivaio all’altezza per far crescere, non a parole, ma concretamente una nuova classe dirigente in grado di dare continuità alla gestione dell’Ance. Annuncio fin da ora che i giovani con me non saranno spettatori ma avranno subito compiti operativi e di responsabilità: la mia squadra sarà composta al 50% da giovani. Tornando al paragone calcistico, punto ad essere come l’Atalanta che gioca bene e a volte le capita di vincere a San Siro con Milan o Inter o all’Allianz Stadium con la Juventus”.

Non solo programmi e idee: Cirillo si sente sicuro di essere all’altezza del ruolo: “La mia candidatura arriva a coronamento di un percorso cominciato 20 anni fa durante il quale ho ricoperto tutti i ruoli, consigliere, presidente Confidi, presidente Cassa Edile e presidente ESE Cpt. Dopo questa esperienza sul campo, insieme a quanto imparato nel collaborare con ex presidenti come Filiberto Cicchetti, lo stesso Gianni Frattale, Ettore Barattelli e Adolfo, figlio di Filiberto, sento di avere acquisito la maturità giusta per ricoprire la carica più alta della associazione. Mi sento pronto da allievo a sostituire i miei bravissimi maestri”, spiega.

L’imprenditore peligno è pronto a sfidare il suo amico ed “insegnante” Frattale: “Tornando al paragone con il calcio, sono l’Atalanta che gioca contro la Juventus. Come ho detto prima spesso l’Atalanta gioca contro la Juventus, e ogni tanto l’Atalanta vince. A parte gli scherzi, Frattale è stato un ottimo presidente oltre che un patron di un’impresa di grande spessore nel panorama nazionale a cui vanno il mio rispetto, la mia stima e la gratitudine per le cose che mi ha insegnato in passato. Ma sono pronto alla sfida”.

Cirillo difende l’Ance anche dalle critiche, copiose, che sono piovute addosso ad una associazione, oggettivamente in serie difficoltà, in questi ultimi quattro mesi. In particolare, rifiuta l’affermazione che i costruttori stiano passando il momento più nero della loro storia.

“Non sono d’accordo con il momento più nero nella storia di Ance L’Aquila: Ance fa il proprio mestiere con una difficoltà, reale e grave, alla luce della pandemia. Ricordo che come Ance L’Aquila siamo stati i primi a riattivare i cantieri dopo il lockdown e le restrizioni, i primi in Italia con le procedure giuste e le norme di sicurezza su cantieri e dipendenti, un lavoro molto importante poi copiato da quasi tutti gli altri sindacati di categoria in Italia. In tal senso, ringraziamo sia Iannini sia Cicchetti per il grande apporto fornito e soprattutto per la pazienza e la disponibilità mostrata”.

E le cose che sono accadute negli ultimi quattro mesi e le conseguenti spaccature ?

“Lo collego ad una mancanza di strategia programmatica e di visione perché ci si focalizza più sui nomi e meno sulle competenze del singolo e sulla sua capacità di creare un team. Le Spaccature? Non direi spaccature, il clima è un po’ di lassismo ed è peggio che di un clima di guerra: dobbiamo creare invece una associazione che abbia un clima competitivo basato sulla guerra dei cervelli, sulle idee ed iniziative da proporre e sulle cose da fare”.

C’è un’Ance dei suoi sogni?

“Vorrei una associazione meno vicina alla politica ma accanto alla stessa politica per suggerire i progetti economici giusti per il rilancio della nostra provincia”.

Lei è per la continuità o la discontinuità?

“Vanno prese le cose buone e mi riferisco alla capacità di riflettere e di programmare con calma e concretezza ma a questo vanno aggiunte una certa brillantezza e una sana spregiudicatezza, elementi che possono assicurare solo i giovani che, come detto, saranno il 50 per cento della mia squadra”.