L’AQUILA – A poche ore dal “silenzio elettorale” che sancirà la fine della propaganda per le amministrative di domenica e lunedì, AbruzzoWeb ha voluto rivolgere alcune domande ai leader regionali dei due maggiori partiti in lizza: il Popolo della libertà e il Partito democratico.
Sette domande, uguali, rivolte a Silvio Paolucci e Filippo Piccone. Il primo ha fornito le proprie risposte, il secondo ha preferito affidare a un comunicato le considerazioni al termine del tour elettorale.
PAOLUCCI: “L’OBIETTIVO E’ CONQUISTARE LA REGIONE TRA DUE ANNI”
Quali sono i Comuni maggiori nei quali vi aspettate una riconferma e quali quelli, invece, che pensate di poter “strappare” al centrodestra?
Il Pd si aspetta una riconferma nei Comuni di Vasto e Roseto e sorprese a Lanciano e Francavilla. Anche nei comuni medi, Bellante, Penne, Popoli, Manoppello, Casalbordino e Casoli, il centrosinistra avrà un risultato importante. Desidero aggiungere che queste sono le prime elezioni per noi competitive dopo gli arresti cautelari del passato che riguardarono solo uomini del Pd e che hanno determinato il successo della destra regionale in Regione, Province e Comuni capoluogo.
Quale esito politico ci sarà se le cose per la coalizione di centrosinistra dovessero andare male?
Sono assolutamente convinto che le elezioni andranno bene. E comunque l’obiettivo resta quello di riconquistare la Regione tra due anni. Dopo le vicende del passato credo che il Pd abbia recuperato molto e in fretta. Ad oggi il centrosinistra in Abruzzo è leggermente in vantaggio e il Pd recupera oltre sei punti sulle scorse Regionali. In così poco tempo si può parlare quasi di un miracolo.
Il voto del 15 e 16 maggio rappresenta anche un test per l’attività della Giunta regionale?
Il fallimento della destra è evidente. In termini di risultati, che non ci sono, per i cittadini: economia e lavoro, sanità, ricostruzione. Sono anche fortemente divisi al loro interno. A Vasto, Lanciano e Francavilla la destra presenta due candidati a sindaco. Al loro interno non vi è alcuna unità. Nel 2008 avevano un’autostrada davanti e un’opposizione azzerata da inchieste che, a mio avviso, hanno conosciuto due pesi e due misure. Hanno dissipato la fiducia dei cittadini. Da questa tornata amministrativa sarà sempre più evidente.
Che ricadute potranno avere le politiche di risanamento sanitario sui territori colpiti dal ridimensionamento degli ospedali?
Gli effetti sui cittadini sono estesi: tagli ai servizi senza alcun investimento sul territorio. A partire da un’inadeguata rete di emergenza urgenza. Per arrivare alle lunghe file d’attesa, alle barelle sui corridoi, ai ticket. A disequilibri territoriali che lasceranno metà dell’Abruzzo priva di servizi davvero essenziali. Il tutto per vantare un risultato economico del quale nutro forti dubbi quando verrà contabilizzata la mobilità, ormai in Abruzzo diventata fortemente passiva: oltre 70 milioni. In questi giorni infine sono messi in discussione anche i provvedimenti del commissario Chiodi da un punto di vista costituzionale. Si è voluto procedere senza alcun coinvolgimento.
Il voto nell’aquilano sarà influenzato dalla gestione commissariale della ricostruzione e dai problemi che si stanno verificando?
Solo in piccola parte. Il Comune dell’Aquila andrà al voto nel 2012. Resta ferma la questione della “governance”, della strategia attorno ad un modello di sviluppo da delineare oltre alla ricostruzione in senso stretto. Sarà in ballo il futuro della città, del territorio e dell’intera Regione. Non lo diciamo noi, ma anche la comunità cittadina e regionale: Cialente ha svolto finora un ottimo lavoro. Non credo sia questa, al contrario, la valutazione sulla gestione commissariale.
La scelta dell’Udc di stipulare accordi a “macchia di leopardo” sarà ammessa anche in futuro o i vertici del partito di Cesa dovranno definire una strategia unitaria affinché trovino accoglienza nelle alleanze delle prossime scadenze elettorali?
L’Udc in Abruzzo ha scelto di puntellare la destra in tutte e quattro le grandi città, anche in presenza di una forte divisione dentro il Pdl e del fallimento della destra regionale. È un errore. Probabilmente dovuto al fatto che il segretario regionale dell’Udc è anche presidente della Provincia di Chieti w potrebbero farlo cadere se scegliesse diversamente da alleanze destra-Udc. Aggiungo che l’Udc è all’opposizione a livello nazionale ed in Regione. Capziosamente il segretario regionale vorrebbe convincermi della bontà dei programmi di Della Porta a Vasto piuttosto che De Felice a Francavilla il quale si candida contro il suo assessore provinciale D’Amario. Argomentazioni davvero deboli. Rispetto le discussioni interne dei partiti: sarà il loro congresso regionale a dover definire se è questa la linea Udc anche per il futuro.
Come pensate di gestire i rapporti con la fronda del Pd che si sta coalizzando intorno a Abruzzo riformista (D’Alfonso, Verticelli, Boschetti e Di Matteo)?
Il tema più volte sottoposto sono solo le liste regionali prossime. A suo tempo affronteremo la discussione. Io ritengo di non escludere nessuno dal percorso del “nuovo Pd” che è uscito dalle sacche di una stagione difficile. Credo anche che solo in Italia le stagioni politiche si allungano a dismisura quando in altri Paesi in 10-15 anni si esaurisce il percorso politico di personalità che pure continuano a dare importanti contributi, alcuni a distanza tornando anche in campo. Lavoreremo per la maggiore unità possibile, sono fiducioso. Comunque tra due anni la gente dovrà trovarsi di fronte il “nuovo Pd” per il nuovo Abruzzo.
PICCONE: ”PDL GARANZIA DI STABILITA’ E CAPACITA”’
L’AQUILA – “I cittadini abruzzesi stanno apprezzando l’azione riformatrice del centrodestra perché comprendono che è l’unica via per lo sviluppo della Regione”.
Lo afferma il coordinatore regionale abruzzese del Popolo della libertà, senatore Filippo Piccone, al termine di un lungo tour che lo ha visto impegnato su tutto il territorio abruzzese a sostegno dei candidati della coalizione in occasione delle amministrative che si terranno domenica e lunedì prossimi.
“Una campagna elettorale importante – sottolinea Piccone – perché siamo riusciti a spiegare alla gente le politiche di risanamento che abbiamo adottato in Regione e negli enti amministrati, dopo che il centrosinistra aveva lasciato i conti pubblici sull’orlo del dissesto finanziario”.
“Al nostro senso di responsabilità – aggiunge il senatore – si oppone un centrosinistra litigioso e diviso, attraversato da pesanti fratture anche all’interno dei singoli partiti”.
“Basta guardare i casi dei due Comuni più grandi interessati dalla tornata elettorale e amministrati dal Pd e dai suoi alleati: Vasto e Francavilla. A Vasto – prosegue ancora Piccone – il sindaco Lapenna è arrivato a dimettersi accusando il suo partito di mancanza di lealtà, a Francavilla, invece, addirittura la legislatura è finita anzitempo”.
“Per non dire dei rapporti tra il Pd e partiti come l’Italia dei valori, spesso caratterizzati da posizioni inconciliabili. L’Abruzzo e gli abruzzesi – conclude Piccone – hanno bisogno di amministrazioni stabili, affidabili e capaci, qualità che solo il centrodestra può garantire”.





