L’AQUILA – “L’ex-assessore Mauro Febbo è evidentemente disinformato o smemorato sulla vicenda della norma sulla Via e della Vinca. Non mi interessano le dispute sulla paternità della norma che anche con il suo voto fu poi ‘congelata’”.

Continua il botta e riposta tra Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista e il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo, l’inchiesta aperta dall’Unione europea, che ha bacchettato duramente l’Italia e l’Abruzzo sulle norme relative alle procedure di Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca) chiedendo l’immediata introduzione di ben nuove 21 azioni in assenza delle quali sarà costretta ad aprire l’ennesima procedura d’infrazione.

“Mi dispiace per Febbo – scrive oggi Acerbo – ma gli ambientalisti l’hanno chiamata ‘norma Acerbo’ perché Acerbo l’ha scritta con loro e fatta approvare in Consiglio regionale con un suo emendamento come condizione per rinunciare all’ostruzionismo”.

“Dopo averla votata – spiega – il centrodestra si rimangiò il provvedimento bloccandone a più riprese l’entrata in vigore accogliendo le pressioni di Sorgi e di Confindustria che definì ‘abominevoli’ quelle norme di cui solo una piccola parte è stata attuata. Non è stato l’unico caso di norme che ero riuscito a far approvare e che poi la destra con l’appoggio del Pd si è rimangiate (vedi moratoria cave o quella su eolico e  biomasse)”.

“Comunque fa piacere che Febbo ritenga giusto il mio provvedimento e quindi auspico che si batta per l’attuazione e implementazione. Febbo e il Pd hanno lo stesso vizio: sono ambientalisti solo quando stanno all’opposizione”, conclude.