L’AQUILA – “È di questi giorni la notizia che l’agenzia del lavoro ManPower sta inviando proposte di assunzione in lavoro somministrato, leggi interinale, della durata di sei mesi per la multinazionale dell’ e-commerce Amazon. La società nei primi sei mesi dell’anno, nel pieno del Covid, ha macinato enormi profitti in aumento superando le più rosee previsioni, è aumentato il valore delle azioni, è cresciuta di molti miliardi la ricchezza di Jeff Bezos, ma per i lavoratori continua a esserci solo sfruttamento in cambio di tanta precarietà”.

Lo affermano in una nota Maurizio Acerbo e Antonella Patta, rispettivamente segretario nazionale ed ex consigliere regionale abruzzese e responsabile lavoro di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea.

“È un vizio consolidato di questa multinazionale – scrivono Acerbo e Patta – quello di assumere masse di precari a tempo, lavoro usa e getta, invece di lavoratori stabili, tanto che è già stata sanzionata dall’ispettorato del lavoro per aver superato di 3-4 volte il numero consentito. Un cinismo calcolato il suo perché i tempi del ricorso previsti dalla legge per questo tipo di lavoro sono così brevi che, come è successo più volte, quando si arriva in giudizio sono scaduti”.

“Ed è pure successo che i ricorrenti abbiano dovuto pagare le spese processuali. Il danno e la beffa! Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, vada a dirlo all’esercito mondiale dei precari di Amazon, quelli comandati da un algoritmo 24 su 24 spesso per un paio di euro l’ora, o i somministrati a tre-sei mesi che in Italia c’è un immotivato sentimento contro l’impresa! Si pretende che i lavoratori si identifichino con l’impresa fino a permetterle di invadere tutto il tempo di vita, a quando l’identificazione dell’impresa con i lavoratori”, concludono i due esponenti di Rifondazione comunista.