L’AQUILA – Centinaia di persone hanno visitato per tutta la notte fino a questa mattina la camera ardente, allestita ieri alle 23, all’interno della Caserma “Pasquali” dell’Aquila, nella sala “Perdonanza”, per Giovanni De Giorgi e Massimiliano Cassa, i due alpini precipitati venerdì scorso sul Gran Sasso durante un’escursione e recuperati dopo cinque giorni.

Dopo la camera ardente, i due feretri sono stati trasferiti in Puglia.

La salma di Cassa, 29 anni, è stata portata a Corato,  cittadina in provincia di Bari, dove oggi alle 15.30 si svolgeranno i funerali di Cassa; la salma di De Giorgi, 26 anni, è stata invece trasferita a Galatina, in provincia di Lecce, dove domani alle 15 gli verrà dato l’ultimo saluto.

Tutta la caserma e una intera città si sono stretti intorno al dolore dei genitori e dei familiari dei due alpini, presenti in blocco alla camera ardente.

Stamani, prima della partenza dei feretri, a rendere omaggio alla famiglia, tra gli altri, c’erano il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano, il comandante della Brigata Alpina Tautinense, generale di Brigata Massimo Panizzi, e il comandante del 9° Reggimento Alpini, colonnello Massimo Iacobucci.

Sono intervenuti anche il sindaco dell’Aquila, il prefetto Francesco Alecci e l’arcivescovo Giuseppe Petrocchi, oltre ad altre autorità civili e militari. Presenti anche rappresentanti dell’Associazione nazionale alpini (Ana).

La camera ardente è stata presidiata da un picchetto d’onore.

“Tutta la nostra città vuole abbracciare i familiari di questi due giovani alpini”, le parole del sindaco Cialente.

Negli incontri informali, i familiari, distrutti dal dolore, hanno voluto sottolineare la vicinanza di commilitoni e cittadini.

Cassa e De Giorgi erano entrambi primogeniti.