L’AQUILA – Alleanza per l’Italia (Api) chiederà una verifica di maggioranza al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

Al momento non pare esserci il pericolo di un’uscita o autosospensione dalla coalizione, come paventato da alcuni rumors, ma non è detto che lo schieramento di Cialente non possa perdere nuovi pezzi, dopo aver faticosamente ricostruito un puzzle capace di governare nell’ultimo anno di mandato.

La cosa certa è che, come a molte altre componenti del centrosinistra, anche ai rutelliani la nomina-lampo di Fabio Pelini come nuovo assessore in quota-Rifondazione comunista non è piaciuta affatto.

“Il sindaco – sottolinea l’attuale, unico assessore di Api, Roberto Riga – non ha avvisato la maggioranza di questa nomina e ci sono già state molte polemiche, anche in casa Pd. Era stata fatta una battaglia contro il governo, Cialente si era dimesso, poi la maggioranza si è ricomposta, è stata fissata una metodologia e alla prima occasione è stata completamente disattesa. Non ci sta bene”.

Di qui la richiesta di un’analisi interna alla maggioranza, che verrà formalizzata dopodomani, venerdì, in un incontro con la stampa.

“Presenteremo un documento con riflessioni su questa situazione politica e anche altri aspetti, come le aree bianche. Chiederemo a Cialente di aprire una verifica”.

In questo momento Alleanza per l’Italia è uno dei gruppi cardine del centrosinistra. Comprende infatti un assessore, appunto Riga, e i consiglieri Piero Di Piero (capogruppo), Pierluigi Mancini e Angelo Orsini, mentre anche Giuseppe Ludovici ha dichiarato l’intenzione di aderire, pur essendo rimasto finora nel suo monogruppo della Democrazia cristiana. (alb.or.)

INTANTO SUL RIMPASTO TREGUA A META’ NEL PD

L’AQUILA – Tregua parziale nel Pd dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla nomina ad assessore di Fabio Pelini (Prc).

In un comunicato a quattro mani, a firma del commissario provinciale del Pd, Arnaldo Mariotti, e del coordinatore aquilano, Francesco Iritale, che pure non si erano risparmiati frecciate nei giorni scorsi, si stemperano i noti della vicenda.

Chi non fa un passo indietro, invece, è la componente rappresentata da Giulio Petrilli e Mauro Zaffiri, che ribadisce l’assenza di confronto rispetto alle scelte politico-amministrative e il mancato rispetto del programma di governo in ordine al limite di otto assessori e alle ‘quote rosa’ in Giunta. 

LA NOTA DI MARIOTTI E IRITALE

Il Partito democratico dell’Aquila ribadisce che l’interesse della città è al centro della sua azione politica  nelle sue articolazioni di partito e istituzionali.

I problemi che ha di fronte la città e nello specifico la ricostruzione fisica, sociale ed economica impongono l’impegno di tutte le risorse intellettuali di cui disponiamo e, per far ciò, il metodo della dialettica costruttiva e della condivisione delle soluzioni è indispensabile.

Esprimiamo sostegno all’amministrazione comunale non rinunciando al compito del partito che è quello di organizzare democraticamente i cittadini e di elaborare progetti.

Dinanzi alla grande complessità dei problemi che la vicenda aquilana pone, riteniamo indispensabile favorire un processo di rinnovamento, anche generazionale, in grado di impegnare risorse nuove a servizio della città.

Infine, essendo in periodo di tesseramento, impegniamo tutto il gruppo dirigente a una positiva campagna di adesione.

LA NOTA DI PETRILLI E ZAFFIRI

“Interessi personali o di gruppo” è questo il succo del comunicato con il quale il commissario provinciale del Pd Mariotti e i suoi due vice stigmatizzano le posizioni di chi ha sviluppato alcune critiche verso la giunta Cialente.

Ponendo il problema del rinnovamento generazionale della politica, della riduzione dei costi della stessa, della presenza di più donne nella giunta, di rideterminare le presidenze di commissioni, di rivalorizzare il programma, secondo il commissario si punta ad interessi personali.

Purtroppo molto spesso invece di entrare nel merito dei problemi sollevati, si preferisce ricondurre il tutto all’elemento personale, anticamera questo di culture dietologiche e di repressione sottile del dissenso, una versione moderna dello stalinismo.

Dispiace constatare che anche qualche caporedattore di quotidiano locale, vada dietro a culture romanzate e dietrologiche sulle motivazioni personali delle critiche.

Noi abbiamo posto con sincerità e disinteresse personale alcuni problemi politici e ci piacerebbe che le risposte fossero politiche.
L’Aquila ha bisogno di una nuova primavera, un nuovo slancio, un nuovo centrosinistra.

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