L’AQUILA – Le folle nelle vie del centro per lo shopping di Natale nel fine settimana destano allarme, con quasi 18 mila nuovi contagi, 484 vittime e un rapporto tamponi/positivi in salita.

Il governo valuta così una stretta: nuove misure saranno decise oggi in un incontro fra capi delegazione, ministri e Comitato tecnico scientifico.

Tra le possibilità, una sorta di zona rossa nazionale nei giorni festivi e prefestivi ma si discute sull’apertura dei ristoranti.

Gli abitanti dei Comuni sotto i 5.000 abitanti potrebbero spostarsi ma per non più di 30 chilometri.

Mentre i morti per Covid nel mondo superano quota 1,6 milioni, la Germania ha intatno già scelto la linea dura: stop del commercio al dettaglio non essenziale dal 16 dicembre al 10 gennaio, scuole chiuse, niente assembramenti. Vietati anche i botti di Capodanno.

“Il virus è fuori controllo, si rischia di diventare il caso in Europa”, spiega il presidente della Baviera. A Marsiglia la polizia irrompe ad una festa clandestina con 500 persone senza mascherina’. Niente mascherine neanche in Belgio, dove è stato interrotto un festino con droga ed escort proprio di fronte a una clinica per malati di Covid.

Durissime, tornando in Italia, le prole del ministro degli Affari regionali Francesco Boccia sul ‘Corriere della sera’

“Le foto degli assembramenti mostrano scene ingiustificabili, irrazionali, irresponsabili. Comprendo la voglia delle persone di uscire, ma dovremmo sentire ogni giorno dentro di noi il lutto nazionale. Dobbiamo dirci fino in fondo se la pausa natalizia deve servirci a mettere in sicurezza il Paese o se deve essere guidata solo dalla volontà di favorire il business. In questo momento affari e salute non sono conciliabili. E ho il massimo rispetto per chi ha sulle spalle il peso delle attività economiche”.

Sugli spostamenti tra i comuni Boccia spiega: “Conte è sempre stato rigoroso ma ascolta le proposte di tutti. Una cosa è lo spostamento tra piccolissimi comuni e borghi confinanti. Ma allargare i confini comunali a tutta la provincia, come chiede la destra, sarebbe un errore”.

Conferma che il coprifuoco delle 22.00 non si tocca (‘Gesù può nascere due ore prima’) e poi aggiunge: “Tanti parlano del Natale pensando al business. Non è un caso che la Chiesa e il Papa abbiano dato una lezione a tutti, adattando alle regole gli orari delle messe. Ho letto che in questo Natale dovremmo farci guidare più dallo Spirito Santo che dalle apparenze, concordo”.