L’AQUILA – Come mai oltre al centralissimo viale Gran Sasso esiste all’Aquila anche la “sorellina” via Gran Sasso, che si trova alle porte di Bazzano, curiosa coincidenza scovata da AbruzzoWeb?

Dalle prime ricerche è solo un caso, neanche troppo conclamato, tra i tanti nomi usati più volte, e i doppioni sono oltre 500, per intitolare le vie della città e delle sue frazioni.

“Non si tratta di un errore o una dimenticanza, è probabile che sia stata chiamata così perché per quella via gli abitanti di Bazzano si avviavano verso il Gran Sasso”.

A parlare è Adelmo Santelia, dipendente comunale del settore statistico ecografico e, nei fatti, vero e proprio “custode” della toponomastica aquilana, autore com’è di una certosina mappatura di tutte le strade, condotta dal 1992 a oggi, che ha portato lo scorso luglio all’approvazione, per la prima volta in via ufficiale, dell’intero complesso dei nomi delle vie del capoluogo e delle frazioni.

“Via Gran Sasso – spiega – è un doppione atipico, perché quello in centro è un ‘viale’. In altri casi è molto peggio: via della Fonte, via dell’Arco, via della Chiesa, via del Forno o via del Cimitero sono nomi che ricorrono decine e decine di volte in tutto il territorio comunale. Abbiamo risolto il problema mettendo un trattino e la località nell’indicazione della via”.

Un palliativo, perché di doppioni ce ne sono anche altri. “Di ‘via Mazzini’ – snocciola Santelia – ce ne saranno una decina, così come di ‘via Roma’. Le ‘via Cavour’ invece saranno cinque o sei, via Battisti sono solo due”.

In totale, una quantità di duplicati notevole, figlia di consuetudini che si sono radicate nel tempo nelle varie frazioni.

“Sono 516 le strade con nomi doppioni complessivamente – precisa il geometra – Mentre i singoli nomi ripetuti saranno un’ottantina. Nel terremoto abbiamo avuto la sede distrutta, fortunatamente avevo portato avanti una sorta di ‘archivio parallelo’ che oggi possiamo sfruttare”.

E via Gran Sasso? “Si possono controllare – spiega Santelia – le iscrizioni anagrafiche legate a quella via che ci sono state nel corso degli anni, per risalire ai primi che l’hanno chiamata così. Sono sicuro che si tratta di un’intitolazione antica, sicuramente non negli ultimi diciott’anni”.

La ricerca continua.

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