PESCARA – “Questo è un pezzo dell’Italia dove mi piace specchiarmi. Questa è l’Italia che mi piace di più. C’è bisogno di veri testimoni e questa testimonianza di oggi vale molto. Mi auguro che queste testimonianze possano diventare virali. Come esiste una viralità di momenti negativi, esiste fortunatamente anche una viralità positiva che è quella che stiamo vedendo in questa struttura della Caritas”.

Lo ha detto a Pescara il ministro degli Interni, Angelino Alfano, al termine della visita alla Cittadella dell’Accoglienza “Giovanni Paolo II” che, gestita dalla Diocesi di Pescara-Penne, si occupa dell’assistenza a immigrati e indigenti.

Qui il ministro ha ascoltato la testimonianza di due giovani africani salvati e poi arrivati in Italia.

Nella struttura, in via Alento, il ministro è stato ricevuto dal sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, dal prefetto di Pescara, Francesco Provolo, dall’arcivescovo, Tommaso Valentinetti e dal direttore della Caritas Diocesana, don Marco Pagniello.

Il ministro ha visitato le cucine, le sale, le camere e la cappella che è anche Porta Santa, che tra l’altro verrà chiusa oggi.

All’interno della chiesetta il ministro ha incontrato due immigrati africani, salvati in mare e oggi ospitati a Pescara. La struttura, che si regge sul lavoro di decine di volontari, può ospitare fino a 80 persone.

“Si tratta della più grande gestione di profughi dopo la Seconda Guerra Mondiale – ha aggiunto parlando del fenomeno dell’immigrazione -. Come ministro degli Interni e come uomo delle istituzioni mi sono trovato nella condizione di dover scegliere, di fronte a un bivio. Faccio la cosa giusta ma sconveniente, o quella conveniente ma sbagliata, e far morire questi ragazzi in mare? Abbiamo voluto e preferito la prima strada scegliendo, crediamo, la cosa giusta, anche se non conveniente. C’è in ballo la vita umana”.

“Completato il compito di salvare vite umane c’è da gestire l’accoglienza – ha proseguito – . Se tutti gli ottomila Comuni collaborassero al meglio, si potrebbero avere due immigrati per una comunità di mille abitanti. In una di 10mila abitanti ci sarebbero venti immigrati. Occorrerebbe una distribuzione più equa. Noi lavoriamo perché tutti gli 8mila Comuni collaborino. Questa visita a Pescara dimostra che ognuno può prestare il suo aiuto, come può, con braccia, mani, gambe. Il cuore dell’uomo ha un infinito desiderio di buono e questa è stata la carta vincente del Cristianesimo nei secoli. Bisogna saper coltivare e alimentare il bene. Mi auguro che questo bene possa diventare contagioso”.

Sul referendum, Alfano ha spiegato che “questo governo ha realizzato tante di quelle cose per cui non si può dire che l’eventuale No debba produrre le dimissioni. Il referendum è una parte significativa e importante, ma non è il tutto dell’azione di Governo”.

“Le cose fatte sono troppe per essere assorbite dal solo eventuale No al referendum”, ha aggiunto. “Questo è il governo che ha tenuto al sicuro il nostro Paese, che ha ridotto le tasse, che ha dato gli 80 euro, che ha eliminato l’articolo 18, che ha aumentato l’occupazione, che ha riformato la scuola e la Pubblica amministrazione. Il giudizio sull’intera azione del governo si darà quando ci saranno le elezioni politiche”.

“Abbiamo la convinzione che nel referendum la vera sfida sia tra innovatori e conservatori – ha sottolineato il ministro – chi vuole cambiare il Paese può votare Sì, chi vuole mantenere le cose come stanno voti liberamente No. Votare Sì è l’ultima occasione per cambiare e la prima occasione per avere un Paese più efficiente. Su Sì ora o un mai per sempre”.

Il ministro ha poi visitato la sede del Banco Alimentare Abruzzo-Molise.

“Non spegneremo le luci dei riflettori anche quando i giornali si occuperanno di altro. Noi non ci distrarremo”, ha poi detto rispondendo ad una domanda sulla situazione del post-terremoto nell’Italia centrale a margine di un incontro sul Si al referendum organizzato a Pescara.

Le elezioni in Usa? “Trump è il presidente degli Stati Uniti d’America e noi auguriamo buon lavoro al presidente e un fantastico futuro all’America – ha detto Alfano -. Noi siamo alleati degli Usa. Siamo alleati del bene che gli Stati Uniti d’America possono continuare a fare al resto del Mondo e dunque non possiamo che sostenere la presidenza Trump per tutto il bene che potrà fare”.

“Il nostro è un Paese che è stato sicuro ed è percepito come sicuro, in un contesto internazionale in cui non c’è rischio zero”, ha aggiunto in merito al tema della sicurezza urbana. “Fin qui – ha concluso – la prevenzione ha funzionato. Abbiamo registrato un +10% di turismo”, e su questo dato, secondo Alfano, “ha inciso la sicurezza del nostro Paese”.