ROMA – Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ex prefetto dell’Aquila, ex vice commissario vicario dell’Emergenza Abruzzo ed ex capo Dipartimento della Protezione civile, è intervenuto questa mattina nel quarantennale dell’agguato di via Fani a Roma in cui venne rapito il presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro e furono uccisi cinque uomini della scorta.
In merito ai brigatisti coinvolti nel sequestro Moro, durante l’inaugurazione del giardino martiri di via Fani Gabrielli ha parlato di “una sorta di perverso ribaltamento” in cui “si confondono ruoli e posizioni”.
“Oggi riproporli in asettici studi televisivi come se stessero discettando della verità rivelata credo sia un oltraggio per tutti noi e soprattutto per chi ha dato la vita per questo Paese”.
“Dobbiamo ricordare chi stava da una parte e chi dall’altra. Il rispetto della memoria è anche dire parole chiare – ha sottolineato Gabrielli nel suo discorso pubblico – In via Fani c’erano sei uomini dalla parte delle istituzioni, cinque sono morti subito e uno dopo 55 giorni, e un commando di brigatisti, terroristi e criminali. Scrivere ‘dirigenti della colonna delle brigate rosse’ è un pugno allo stomaco. Non so se sia stato scritto mai di Riina dirigente di Cosa Nostra. La parola ‘dirigente’ nobilita, sarebbe stato più giusto dire criminale e terrorista”.




