L’AQUILA – “Molti albergatori che hanno ospitato gli sfollati del sisma dell’Aquila del 2009 ancora sono in attesa di essere pagati dalla Protezione civile nazionale e ora rischiano la bancarotta”.

A lanciare l’allarme Celso Cioni, direttore regionale di Confcommercio Abruzzo, durante la manifestazione che si è tenuta ieri all’Aquila, contro la restituzione delle tasse sospese a imprese e professionisti nel cratere del sisma richiesta dalla Commissione europea che considera le somme milionarie aiuti di Stato.

“Proprio ieri mattina mi ha chiamato il titolare dell’Hotel Canadian del capoluogo abruzzese, dicendomi che molti albergatori vantano crediti con la Protezione civile che risalgono a 9 anni fa, quando hanno ospitato i cittadini rimasti senza un tetto”, ha denunciato Cioni.

Il terremoto del 6 aprile da quella notte ha continuato, per tutti questi anni, a portarsi dietro strascichi importanti, per lo più dovuti a “una burocrazia senza senso che ha ucciso il territorio e ora rischia di far chiudere definitivamente molte aziende e attività locali”, ha aggiunto il direttore.

Nel caso dello storico hotel aquilano, “i rimborsi mancati ammontano a 60 mila euro, una somma sulla quale sono state pagate le tasse e l’iva e questo rende l’intera vicenda ancor più paradossale”.

Come Confcommercio “sollecitiamo chi di dovere ad adempiere alle proprie responsabilità economiche verso tutti coloro che, in un momento di emergenza, hanno aperto le porte della propria attività per aiutare chi era in difficoltà, senza pensarci due volte e che adesso per il loro buon cuore si ritrovano a rischiare in prima persona”. (a.c.p.)