L’AQUILA – Non si placano gli animi nella vicenda dei mancati pagamenti agli albergatori aquilani da parte della struttura commissariale.
Dopo il dietro-front di Federalberghi sulla decisione di sospendere i servizi agli sfollati ospitati nelle loro strutture, il paragone “albergatori come Angelini” espresso dal commissario delegato per la ricostruzione Gianni Chiodi fa riaccendere le tensioni.
“Noi come Angelini? Questa è un’offesa al 100 per cento – afferma Mara Quaianni, vice presidente di Federalberghi L’Aquila – È assurdo che il commissario ci definisca così. Noi gli stipendi, a differenza di Angelini, li abbiamo sempre pagati ai nostri dipendenti ed è più di un anno e mezzo che diamo da mangiare agli aquilani che ospitiamo in albergo”.
A indispettire ulteriormente Federalberghi, anche la ritrattazione di Chiodi sulla possibilità di un incontro con l’associazione. “Ieri il commissario – prosegue la Quaianni – aveva detto che ci avrebbe ricevuti per discutere, oggi leggo che invece lui non può farlo perché ha migliaia di cose da fare”.
Federalberghi non ci sta a questo atteggiamento, e dopo un iniziale ripensamento sulla decisione di sospendere i servizi dovuto alla notizia dei pagamenti da parte della Sge delle spettanze di febbraio, tutto è rimesso in discussione.
“Tra lunedì e martedì – annuncia Mara Quaianni – riuniremo un’assemblea per decidere su come procedere”. (e.m)





