L’AQUILA – “Trovo inaccettabili i toni del consigliere Romano che narra di una direttiva, tra l’altro inesistente, che limita il diritto dei Consiglieri di svolgere il loro mandato. La mia presenza ad incontri di questo genere è un doveroso atto di responsabilità e garantisce che qualsiasi questione venga discussa con la massima serietà istituzionale”.

Questa la replica dell’assessore comunale alle Politiche sociali, Manuela Tursini, di Forza Italia, a quanto con forza denunciato dal consigliere di opposizione a L’Aquila Paolo Romano, di L’Aquila nuova che ha reso noto che “al settore politiche sociali se un consigliere chiede un incontro con gli uffici viene risposto che, per nuove direttive, l’appuntamento gli verrà dato solo in presenza dell’assessora, quando sarà disponibile. E succede per un incontro che avrebbe dovuto discutere problematiche legate alla politiche della disabilità alla presenza di alcuni operatori sociali”.

Per poi incalzare: “Sa l’assessora che evidentemente si sente forte del suo nuovo corso politico, che quello che tenta di vietarmi imponendo la sua presenza e la sua agenda, è contro le prerogative di un consigliere eletto?” Come sa bene che un consigliere comunale, di maggioranza e di opposizione, per svolgere degnamente il proprio compito, che di certo non contempla solo il Sociale ma tutti i Settori del Comune, gira per otto sedi comunali e 49 frazioni con la sua macchina (non con l’autista) e percepisce una media di 300 euro mensili – non certo i circa 7.000 euro degli assessori – togliendo tempo al lavoro e alla famiglia”.

A seguire la replica di Tursini.

“Di fronte ad una richiesta di incontro pervenuta a mezzo mail due giorni fa agli uffici del settore sociale, che prevedeva oltre la presenza del Consigliere Romano quella di alcuni rappresentanti delle associazioni dei disabili, ho dato la mia disponibilità in quanto assessore ad essere presente all’appuntamento che è bene sottolineare non è mai stato negato: ricordo a Romano che l’Assessore è componente di un organo amministrativo di indirizzo politico e che in quanto tale è l’interlocutore primario dei Consiglieri Comunali. Risulta tra l’altro molto strano che la mail non sia stata inviata al Dirigente al Sociale ma agli Uffici del settore, come se il Consigliere non sappia che si trova di fronte ad un organo della Pubblica Amministrazione”.

Riguardo le “nuove direttive”, “respingo fermamente l’accusa che suggerisca una lesione delle prerogative dei Consiglieri Comunali o un ostacolo alla trasparenza amministrativa, disciplinata dalle norme di legge e ribadisco che gli Uffici del Sociale sono aperti a tutti, sia cittadini che parte politica e sempre lo saranno. Trovo inaccettabili i toni del Consigliere Paolo Romano che narra di una “direttiva”, tra l’altro inesistente, che limita il diritto dei Consiglieri di svolgere il loro mandato. La mia presenza ad incontri di questo genere è un doveroso atto di responsabilità e garantisce che qualsiasi questione venga discussa con la massima serietà istituzionale. La trasparenza e la tutela delle prerogative dei Consiglieri sono principi a cui non ho mai derogato, ma queste non possono essere usate come scusanti per eludere il necessario coordinamento tra le parti.

“Nei fatti è strano che, a fronte di un incontro chiesto da un rappresentante politico quale è il Consigliere Romano, quest’ultimo non abbia premura di richiedere la presenza dell’Assessore competente che sovrintende all’attività del Settore e che la disponibilità invece manifestata dalla stessa ad interloquire con le Associazioni porti ad una simile narrazione mistificatrice della realtà. È evidente ancora una volta come il Consigliere Romano si preoccupi di più di ottenere una visibilità politica personale a scapito degli interessi della Comunità. ù Invito il Consigliere a mantenere un tono di dialogo costruttivo e rispettoso. Considerando la mia massima serietà nell’approccio al mio incarico istituzionale sarebbe opportuno affrontare simili questioni nei luoghi deputati al confronto politico, ad esempio attraverso un’interrogazione al Consiglio Comunale, invece di gettare in pasto ai social e ai leoni da tastiera una versione dei fatti totalmente scorretta e mistificatrice della realtà. Mi auguro che l’ossessione del Consigliere Romano nei confronti della mia persona venga riportata alla discussione politica e che non sfoci ulteriormente in attacchi personali: in tal caso sarò costretta a difendermi nelle sedi opportune”, conclude la nota.