L’AQUILA – “Dall’insediamento di questa Giunta (maggio 2014) abbiamo ereditato il Psr 2007-2013 che a 5 mesi dalla sua chiusura, aveva raggiunto solamente il 60% della spesa: con una strategia efficace e tempestiva elaborata con i servizi dell’assessorato siamo riusciti a spendere tutte le risorse, evitando il disimpegno che sarebbe stato ‘il vero disastro’ per il mondo agricolo abruzzese”.

Lo afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Dino Pepe, replicando alle accuse di Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri di Forza Italia.

“Inoltre l’amministrazione che mi ha preceduto ha dimenticato la farraginosa amministrazione dei bandi che sono stati pubblicati: solo a titolo di esempio, per la vecchia misura 112 che favoriva l’ingresso dei giovani in agricoltura (solamente 3 bandi pubblicati in otto anni di programma) sono trascorsi mediamente 300 giorni per completare il percorso istruttorio mentre ce ne sono voluti altri 1000 dalla data di concessione dei contributi all’erogazione dei saldi”.

“Ulteriormente false e fuorvianti sono le dichiarazioni fatte sulla misura 4.1 investimenti nelle aziende agricole – continua Pepe – il cui bando si è chiuso lo scorso 31 maggio. Innanzitutto sono state consegnate un numero importante di domande alla data di scadenza, mentre per i problemi informatici che gli operatori hanno riscontrato, abbiamo concordato con l’organismo pagatore Agea la procedura di iscrizione alle liste di completamento che permetterà dai prossimi giorni, di chiudere la compilazione delle domande di sostegno”.

“Per quanto riguarda invece il pacchetto giovani voglio precisare che al primo bando sono arrivate oltre 750 domande che inevitabilmente sono state oggetto di un percorso istruttorio più lungo per l’emanazione della graduatoria finale. Nel prossimo agosto – annuncia l’assessore – avremmo l’emanazione delle graduatorie con circa 250 beneficiari che riceveranno il  premio di primo insediamento e contestualmente ci sarà la riapertura dei termini con un nuovo bando per gli under 40 abruzzesi”.

“Un’altra precisazione la voglio dedicare agli esiti dell’ultimo comitato di sorveglianza che si è svolto sul Psr Abruzzo. Con la Commissione europea c’è stato un confronto attivo e costruttivo finalizzato a trovare procedure sempre più snelle capace di dare risposte, in termini di burocrazia, al mondo agricolo abruzzese – continua Pepe – Sottolineo inoltre l’importante condivisione con il Partenariato, per la definizione strategica di ulteriori risorse pari a 46.000.000 di euro aggiuntivi previsti per il Psr Abruzzo che come Regione siamo riusciti ad ottenere, per dare una risposta concreta alle aziende agricole e ai territori rurali abruzzesi, che sono stati colpitidagli eventi sismici e calamitosi (neve)”.

“Tutto questo – afferma – è stato possibile solo grazie all’incessante lavoro che l’assessorato e il dipartimento agricoltura hanno svolto nella Conferenza delle Regioni e con il Ministero dell’Agricoltura che come assessore ringrazio per la sensibilità mostrata con le risorse messe a disposizione”.

“In ultimo sono stati pubblicati dall’inizio della programmazione 18 bandi di cui  4 ad oggi attivi che riguardano la pre-selezione dei Progetti Integrati di Filiera (Macro e micro) che per la prima volta vengono attuati in Abruzzo, il sostegno agli agricoltori per l’introduzione dei regimi di qualità riconosciuti (codice 3.1) e il bando per accrescere la resilienza e il pregio ambientale degli ecosistemi forestali (codice 8.5). Nella settimana entrante, inoltre, avremo la firma delle prime convenzioni con il Dipartimento Agricoltura che darà piena attuazione alle Strategie di sviluppo Locale (Gal)”, conclude l’assessore Pepe

FEBBO CONTROREPLICA, “CERTIFICA FALLIMENTO!”

“L’assessore Pepe ancora una volta dimostra di non conoscere a fondo né le problematiche relative al mondo agricolo né le dinamiche interne della sua stessa struttura. Infatti con la sua risposta non solo certifica il disastro in cui versa il comparto primario abruzzese, ma addirittura si vanta di un lavoro che rasenta percentuali ridicole rispetto alla mole di attività e risultati prodotti negli anni precedenti”.

È la controreplica del regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, predecessore di Pepe all’assessorato all’Agricoltura.

“Mi sarei aspettato, da un assessore regionale, soluzioni e risposte oggettive alle gravi criticità da me sollevate e non le solite e sterili parole di circostanza che somigliano a delle giustificazioni infantili e del tutto fuori luogo”.

“Innanzitutto – dice Febbo –  dopo tre anni e mezzo di Governo regionale credo che sia arrivato il momento di prendersi delle responsabilità senza, ogni volta, tornare a puntare il dito al passato. Se proprio vogliamo tornare indietro dobbiamo dire tutta la verità e ricordare come il Psr gestito dal sottoscritto era stato scritto e ‘confezionato’ da alcune note organizzazioni e lobby che ruotavano intorno allo stesso partito di cui oggi l’assessore Pepe si vanta di appartenere”.

“Un Programma di sviluppo rurale che, nonostante il vero ed unico disastro ereditato dal Governo Chiodi, siamo riusciti a far partire con un tremendo terremoto del 2009 da gestire. Ricordo solo come abbiamo dovuto finanche  trovare nel bilancio regionale  la quota della compartecipazione al Psr visto che non aveva la copertura finanziaria”.

“Infatti, da subito, ci siamo attivati presso Bruxelles per chiedere delle opportune modifiche al Psr ed in quattro anni, e non otto come erroneamente viene riportato, abbiamo fatto veri e propri miracoli utilizzando sempre il personale regionale anziché ricorrere a quello esterno”.

“Ridicolo poi menzionare 1000 giorni come tempo di concessione dei contributi ai giovani visto che era una prerogativa della singola azienda prendersi il tempo necessario, anche di 24 mesi come indicato nel bando, per avviare la propria attività agricola”.

“Questa possibilità – spiega Febbo – è prevista anche per gli attuali bandi. Invece una cosa si omette di ricordare, ossia come la passata gestione nei suoi tre bandi pubblicati del Pacchetto giovani ha sempre trovato i fondi necessari per rifinanziarlo ed arrivare a pagare fino all’ultimo giovane ammesso in graduatoria. Quel modo di lavorare aveva una visone globale e responsabile del mondo agricolo. Proprio il contrario di quello che sta accadendo adesso: su 750 domande pervenute solo 250 saranno finanziate aprendo la strada a migliaia di ricorsi visto che vi sono istanze escluse anche per futili motivi pur di finire al più presto”.

“Detto questo – continua Febbo – siamo arrivati a spendere il 60% senza mai rischiare il disimpegno, quello che oggi invece è lo scenario che si prospetta visto il disastro certificato anche dalla Rete rurale nazionale. Nel maggio 2014 il nuovo assessore ha trovato una nuova riorganizzazione del personale della struttura della Direzione Politiche agricole che serviva proprio ad accelerare e riuscire a spendere nei tempi necessari e previsti la restante spesa del Programma di sviluppo rurale 2007-2014”.

“Riorganizzazione, poi, distrutta, mortificata e annientata da D’Alfonso e Pepe con effetti e risultati confusionari denunciati nella conferenza stampa di ieri. Invece, l’assessore Pepe dovrebbe darci spiegazioni, sempre se è stato messo al corrente, circa la Determina n.DPD/218 del 8/6/2017 avente per oggetto ‘Supporto alle funzioni di programmazione del Psr’ a firmata del suo direttore Antonio Di Paolo. Delucidazioni su come mai è stato pubblicato sul sito della trasparenza senza l’allegato come richiamato in determina, come mai, guarda caso, la somma del servizio richiesto è pari ad 39.900 euro e ci deve anche dare delle valide motivazioni per cui si è voluto ricorrere a personale esterno senza utilizzare le decine di professionalità presso la Direzione Politiche agricole”.

“Ovviamente – rimarca Febbo – vorremmo conoscere anche chi è stato invitato e chi a risposto al bando. Mentre l’assessore regionale cerca di rispondere a queste semplici domande vorrei anche capire, soprattutto, come sia stato possibile e plausibile che un Direttore a giugno possa aver firmato una Determina del genere  dopo che la Corte dei Conti ha notificato e chiesto alla Regione Abruzzo  il riaccertamento contabile dei bilanci del 2014, del 2015 e del 2016 al fine di verificare in modo approfondito e puntale l’ammontare effettivo dei debiti e dei crediti. Tant’è che si sono bloccate le assunzioni ed gli incarichi di qualsiasi tipo di personale”.

“Pertanto sarà mia premura inviare tale determina all’attenzione della Corte dei Conti. Detto questo voglio ribadire come questo provvedimento certifichi la mia tesi, ossia la confusione e lo sfaldamento della struttura del Dipartimento Politiche agricole dove si continua a trovare professionalità esterne e non all’interno visto che si cerca un ‘supporto alla valutazione’ proprio per le Misure 4.1, 4.2 e 7.4. a riprova della mia denuncia e preoccupazione”.

“Alle dichiarazioni grottesche e insignificanti rilasciate dell’assessore – conclude Febbo – rispondo che il mondo agricolo aveva un portafoglio di ben 436 milioni di euro che faticosamente eravamo riusciti a portare in Abruzzo con la nuova programmazione 2014-2020 proprio perché negli ultimi anni avevamo dimostrato che la Regione Abruzzo era stata capace di programmare e spendere nei tempi giusti e richiesti. Quello che oggi purtroppo non viene realizzato. Vedremo fra qualche mese chi aveva ragione”.