SULMONA – La piega che sta prendendo la vicenda degli indennizzi agli agricoltori della provincia dell’Aquila che hanno visto compromessi i raccolti dalla gelata di fine aprile, non piace affatto ai produttori.
Per questo si è costituito a Sulmona un coordinamento spontaneo delle aziende agricole delle valli Peligna, del Tirino, Subequana, dell’Aterno e dell’altopiano di Navelli.
La nota che è stata diramata non lo dice apertamente, ma il timore è che la Regione stia concentrando tutte le attenzioni verso la viticoltura, visto che fino ad ora i finanziamenti sono stati destinati solo alle aziende vinicole, che riescono ad avere maggiore voce in capitolo sui tavoli che contano.
“Per quanto di nostra conoscenza, ad oggi, le uniche attività svolte dai competenti uffici regionali preposti, risultano essere la visita dell’assessore all’Agricoltura Dino Pepe ai vigneti di qualche produttore nei Comuni dell’Alta Valle del Tirino e la sua partecipazione all’incontro promosso a Capestrano sempre dalla Coldiretti regionale; una riunione il 4 maggio a Pescara, definitala ‘tavolo tecnico’, ma che di tecnico, come si evince dal relativo verbale, sembra aver ben poca cosa, e una relazione redatta a tavolino dagli uffici territoriali per l’Agricoltura interessati ad avviare le procedure per la delimitazione dei territori colpiti al fine di accertare i danni alle imprese agricole'”, dicono gli agricoltori.
“Procedure – aggiungono – che sembra siano state eseguite semplicemente sulla base dei dati delle superfici coltivate ricavati dai dati Istat del 6° censimento nazionale dell’agricoltura, con una stima carattere generale per colture-vigneti, oliveti, frutteti e seminativi”.
“L’unico scopo che si intende perseguire è il costante monitoraggio delle azioni che le istituzioni stanno predisponendo per addivenire alla dichiarazione dello stato di calamità, azioni alle quali le imprese debbono partecipare attivamente”, si legge poi nel documento del coordinamento, di cui si è fatto portavoce Alfonso D’Alfonso.
La Regione starebbe dunque conducendo “un lavoro a tavolino, o come si suol dire ‘su carta’, e non in campo, circostanza di non poco conto, e di cui non ci è dato conoscerne le motivazioni”.
“Nello specifico, non si comprende quali siano gli ostacoli che abbiano impedito ai tecnici interessati, pur in possesso di notevoli capacità
tecnico-professionali oltre che con notevole esperienza nel settore, di eseguire i dovuti accertamenti con sopralluoghi presso le aziende agricole dei territori colpiti da tale avversità, al fine di elencare le tipologie di danno subite con specifica dei danni alle diverse colture presenti nel territorio”.
I produttori chiedono “una giusta, dettagliata e veritiera valutazione dei danni anche attraverso un censimento che fotografi la realtà viva dei danni all’intero comparto agricolo ed a tutte le imprese del settore”.
“Che nessuno pensi di prendersi gioco della grave sciagura che ha colpito il mondo agricolo, che nessuno pensi di potersi limitare a passerelle ed annunci, che nessuno pensi di potersi sottrarre alle proprie responsabilità istituzionali e di rappresentanza”, concludono.





