L’AQUILA – “Non possiamo che prendere atto con disgusto della profonda scorrettezza del Pd e del comitato 3e32, che distorcono volontariamente la realtà allo scopo di lanciare un’accusa strumentale e diffamatoria al nostro movimento alla vigilia del voto, attribuendoci un’aggressione fisica che è stata smentita dallo stesso giornalista che, a dire di questi professionisti della menzogna, ne sarebbe stato
vittima”.
Lo afferma Simone Laurenzi, coordinatore regionale di CasaPound Italia Abruzzo, in merito a un episodio verificatosi in occasione di un incontro elettorale martedì scorso.
“Nessuna violenza fisica è stata commessa ai danni né del giornalista di LAQtv Marco Sebastiani, come d’altra parte ha egli stesso ha dichiarato, né del suo operatore – sottolinea Laurenzi – Da parte nostra, c’è stato solo il deciso rifiuto a rilasciargli interviste, visto che conosciamo Sebastiani non tanto come giornalista quanto come esponente antifascista candidatosi alle scorse elezioni comunali con la lista ‘Cambia Musica – Appello per L’Aquila’, espressione di movimenti da sempre schierati su posizioni molto ostili nei confronti di CasaPound Italia”.
“A dimostrare l’infondatezza dell’accusa di aggressione c’è anche il fatto che le forze dell’ordine, presenti in nutrito numero all’evento, non hanno ritenuto di intervenire in quella che non è stata altro se non un’animata discussione terminata con il volontario allontanamento dell’intervistatore”, aggiunge Laurenzi.
“La natura puramente pretestuosa del grave attacco diffamatorio nei nostri confronti emerge ancora da due fattori – conclude il coordinatore Cpi – Nonostante l’episodio si sia verificato martedì, infatti, il Pd e il comitato 3e32 hanno rilasciato i comunicati a distanza di tre giorni, e ‘casualmente’ alla vigilia del voto. Inoltre il comunicato del Partito democratico tira in ballo in modo evidentemente strumentale il Movimento 5 Stelle, inventando in maniera del tutto arbitraria che all’interno delle liste sarebbero presenti ‘esponenti’ del nostro movimento, quando è invece noto che tra CasaPound e il movimento di Grillo non sussiste nessun legame politico”.
“CasaPound Italia si riserva dunque di adire vie legali per tutelare la propria immagine contro ogni tentativo di ledere il suo nome e la sua onorabilità”, conclude Laurenzi.






