BARETE – “Il Comune di Barete, in persona dell’allora sindaco Leonardo Gattuso, ha posto in essere la procedura di commissariamento degli aggregati nel corso del mese di dicembre 2017. All’epoca dei fatti, Claudio Gregori, attuale sindaco, era vice sindaco del Comune di Barete avendo, il medesimo, presentato le proprie dimissioni da detta carica solo nel mese di marzo 2018. Non è dato comprendere, dunque, in che modo Gregori avrebbe osteggiato le decisioni di una maggioranza di cui lo stesso faceva parte con un ruolo di primo piano”.

È quanto si legge in una del gruppo di minoranza al Comune di Barete (L’Aquila) in merito al pronunciamento, dopo anni di battaglie legali, del  Tar dell’Aquila sulla decisione presa nel 2017 dall’ex sindaco, Leonardo Gattuso, che ha adottato d’impero commissariamenti a tappeto negli aggregati danneggiati dal sisma del 2009 con la motivazione dei gravi ritardi nei percorsi burocratici mandando a casa presidenti di consorzi nominati dai proprietari degli immobili. La sentenza rimette in corsa un presidente di consorzi esprimendosi a suo favore con la conseguenza che, evidenziando la errata interpretazione della normativa, potrebbe riverberarsi anche su controversie simili già in ballo o in caso di altri ricorsi.   Il Tribunale Amministrativo Regionale ha condannato il Comune di Barete al pagamento, in favore della parte ricorrente, delle spese processuali di  1.500 euro oltre agli accessori di legge.

Una decisione che è stata accolta con grande soddisfazione dall’attuale maggioranza guidata dal sindaco, Claudio Gregori, che è segretario provinciale di FdI.

Proprio per questo, dalla minoranza osservano: “Tutti i provvedimenti volti al commissariamento degli aggregati oggi sub judice sono stati votati all’unanimità e, di conseguenza, con il voto favorevole dell’allora vicesindaco Claudio Gregori. Inoltre, il sindaco Gregori e la sua maggioranza, anziché esultare, dovrebbero comprendere che la decisione del TAR annulla un atto amministrativo riconducibile al Comune di Barete – e non certamente alla persona fisica del precedente sindaco Gattuso – ad oggi dallo stesso rappresentato”.

“È grave, quindi, che il sindaco di un comune esprima ‘grande soddisfazione’ per l’annullamento di un atto emesso dall’Ente rappresentato e, tra l’altro, anche al medesimo riconducibile in virtù del principio della continuità amministrativa. Ciò dimostra che il sindaco, lungi dallo svolgere il proprio ruolo nell’interesse del Comune amministrato, preferisce svolgere l’incarico di coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, dimostrandosi soddisfatto per una decisione che potrebbe avere risvolti pregiudizievoli per l’Ente e per la Comunità amministrata”, concludono le opposizioni.