BARETE – “Le considerazioni riportate dal candidato sindaco non eletto, e dai suoi colleghi della minoranza, farebbero pensare che possano essere frutto delle temperature estive, a dire il vero ancora poco elevate, o solo frutto di immaginazioni o incubi notturni. Non ho mai espresso soddisfazione per la sentenza emessa dal Tar, ben consapevole delle ripercussioni negative che potrebbe avere il mio comune in merito alla ricostruzione post sisma”.
Così, in una nota, il sindaco di Barete Claudio Gregori, segretario Fdi per la povincia dell’Aquila, risponde al gruppo di minoranza in merito al pronunciamento, dopo anni di battaglie legali, del Tar dell’Aquila sulla decisione presa nel 2017 dall’ex sindaco, Leonardo Gattuso, che ha adottato d’impero commissariamenti a tappeto negli aggregati danneggiati dal sisma del 2009 con la motivazione dei gravi ritardi nei percorsi burocratici mandando a casa presidenti di consorzi nominati dai proprietari degli immobili. La sentenza rimette in corsa un presidente di consorzi esprimendosi a suo favore con la conseguenza che, evidenziando la errata interpretazione della normativa, potrebbe riverberarsi anche su controversie simili già in ballo o in caso di altri ricorsi. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha condannato il Comune di Barete al pagamento, in favore della parte ricorrente, delle spese processuali di 1.500 euro oltre agli accessori di legge.
Per le opposizioni: “È grave che il sindaco di un comune esprima ‘grande soddisfazione’ per l’annullamento di un atto emesso dall’Ente rappresentato e, tra l’altro, anche al medesimo riconducibile in virtù del principio della continuità amministrativa. Ciò dimostra che il sindaco, lungi dallo svolgere il proprio ruolo nell’interesse del Comune amministrato, preferisce svolgere l’incarico di coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, dimostrandosi soddisfatto per una decisione che potrebbe avere risvolti pregiudizievoli per l’Ente e per la Comunità amministrata”, hanno dichiarato ieri in una nota. (Qui il link)
E così Gregori replica: “Il candidato sindaco non eletto, ed i suoi colleghi della minoranza ignorano, o forse non ne sono a conoscenza, che un decreto sindacale non viene votato dalla maggioranza, ma è un atto unilaterale del sindaco. Per chi ha la memoria corta, o fa finta di dimenticare, voglio ricordare al candidato sindaco non eletto, e ad i suoi colleghi di minoranza, che proprio il decreto sindacale in questione è stato uno dei tanti motivi che mi indussero a lasciare la maggioranza, in aperto dissenso con le loro improvvide e inopportune scelte politiche”.
“Infine, appare evidente l’ossessione nei miei confronti, da parte del candidato sindaco non eletto, in merito a quelli che sarebbero gli incarichi del partito di FdI, che mi onoro di rappresentare come coordinatore provinciale, ben consapevole e concentrato a portare avanti nel migliore dei modi, e nel rispetto delle leggi e non per ‘eccesso di potere’ come sentenziato dal Tar Abruzzo”, chiosa Gregori.






