L’AQUILA – “Un racconto che presenta palesi contraddizioni, quello dell’uomo che sostiene di essere stato aggredito da un orso nel Parco nazionale d’ Abruzzo lo scorso 21 dicembre” e per il quale l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, Aidaa, ha deciso di presentare un esposto penale alla Procura della Repubblica dell’Aquila “per chiedere di verificare la storia”.

La vicenda in questione è quella raccontata da Antonio Rabbia, ingegnere di 33 anni di Ausonia, in provincia di Frosinone. Nel dicembre 2022, lungo la strada per Forca d’Acero, a San Donato Valcomino, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, sarebbe sopravvissuto per miracolo all’aggressione di un orso, cavandosela con una ferita all’addome, una alla gamba e venti giorni di prognosi.

Una storia che riemerge dopo la tragedia di Andrea Papi, il runner ucciso da un orso in Trentino, ma che, a detta di molti, “presenta una serie di incongruenze”.

“Ma andiamo con ordine. Questa persona – scrive Aidaa in una nota – sostiene che mentre passeggiava nel parco insieme al suo cagnolino sarebbe stato aggredito da un’orsa che lo avrebbe morsicato, lo stesso avrebbe mandato un vocale alla moglie che diceva : “Aiuto! Mi ha morso un orso. Forse me la scampo, se no, ti amo! Dà un bacio a Mario. Amo tanto a tutti… Sto a scappà’. Sempre secondo il suo racconto, inoltre, sarebbe scappato scivolando con il cane giù per un dirupo inseguito dall’orsa che a causa del suo peso sarebbe però scivolta più sotto permettendogli di scappare”.

“Fin qui la storia raccontata dal presunto aggredito. Ci pare un po’ contorta, per limitarci a un commento riferibile- scrivono gli animalisti di Aidaa – ci sono infatti alcune cose non chiare, a partire dal vocale e dal fatto che gli orsi marsicani non sono così pesanti come sostiene il presunto aggredito, e per questo abbiamo deciso di chiedere alla magistratura di intervenire e di fare le verifiche del caso a tutto tondo. Noi ci auguriamo che questo signore non abbia ingrossato la sua storia o peggio se la sia inventata perché ciò sarebbe veramente grave e vergognoso”.