L’AQUILA – Ammontano a circa un milione e mezzo di euro le somme che il Comune dell’Aquila punta ad incassare dalla riscossione dai canoni di affitto per il progetto C.a.s.e. e Map.
Ieri il Consiglio comunale ha votato la proposta delibera che stabilisce un canone mensile fino a un massimo di 2,60 euro per tutti coloro che alla data del 6 aprile 2009 vivevano in affitto.
Un provvedimento atteso ma che ha già scatenato polemiche. Il via libera dell’assise civica è arrivato con soli 18 sì, tre contrari e tre astenuti.
La proposta è stata portata in aula dal sindaco, Massimo Cialente, che l’ha definita “equa”, spiegando che gli affitti saranno più bassi mano a mano che ci si allontanerà dalla città.
Tra i contrari il capogruppo della Destra, Luigi D’Eramo (insieme a Fabio Ranieri del Pd ed Enrico Perilli di Prc) che spiega come la sua decisione non sia legata ad una presa di posizione contraria ai proprietari di abitazioni, che sono esentati dal versamento del canone, ma dalla discriminazione che potrebbe derivare tra cittadini affittuari e beneficiari del contributo di autonoma sistemazione.
Soddisfazione, invece, è stata espressa dall’assessore alle politiche sociali Stefania Pezzopane, mentre il capogruppo Fli Enrico Verini, pur condividendo la necessità di istituire il canone d’affitto, si è astenuto dal voto per la scelta sulle destinazioni degli alloggi vuoti nelle new town o delle casette di legno che si libereranno con il progressivo rientro in casa dei proprietari di abitazioni riparate. Sotto accusa le percentuali assegnati per ogni categoria (giovani coppie, famiglie in difficoltà, artisti e sportivi, universitari).
CIALENTE: “PROPOSTA EQUA, FATTE DELLE SCELTE POLITICHE”
“Già con il Governo Berlusconi con un’Opcm ci fu chiesto di predisporre un canone di affitto e il Consiglio comunale ne iniziò a parlare già nel luglio del 2009. Ritengo che il provvedimento approvato dal Consiglio sia equo. – ha spiegato il sindaco Cialente – Pagheranno solo coloro che alla data del terremoto erano in affitto fino ad un massimo 2,60 euro. Pagherà di più chi è più vicino alla città, mentre mano a mano che ci si allontana (penso a coloro che sono a Filetto o Assergi, per esempio) verseranno un canone più basso. Chi aveva un alloggio popolare verserà la stessa quota che versava prima del sisma”.
La misura adottata “è la più equa e inciderà in maniera non pesante sulle famiglie come invece sarebbe accaduto se si fossero accolte altre proposte che parlavano anche di cinque euro a metro quadrato. Inoltre c’è da pensare che la convenzione con Manutencoop scadrà nel 2013, mentre per la manutenzione nei Map occorreva trovare un modo per trovare risorse perché iniziano già ad avere qualche problema ed è necessario intervenire”.
Sulla scelta di destinare gli alloggi vuoti a determinate categorie sociali il sindaco ha spiegato che si è trattato “di una scelta politica. Si sono privilegiate le politiche sociali. In molti casi, per esempio, non sarà possibile ricostruire le case parcheggio e andava trovata una soluzione. La seconda scelta è quella di sostenere l’Università mettendo a disposizione gli alloggi per gli studenti fuori sede. Il resto andrà nel libero mercato”.
D’ERAMO: “RISCHIO DISCRIMINAZIONI TRA AQUILANI”
“Io ed altri colleghi consiglieri abbiamo bocciato la delibera proposta dal sindaco non perché contrari all’esenzione dagli affitti dei proprietari ma per due ordine di motivi – spiega D’Eramo – Sarebbe il primo caso in Italia in cui i cittadini compartecipano alle spese per l’emergenza, sopportando un ulteriore vessazione. Riteniamo ci sia, inoltre, un evidente disparità tra chi è in affitto nel progetto C.a.s.e. o nei Map e chi percepisce il Cas, il contributo di autonoma sistemazione. A parità di condizioni, ovvero di persone che erano in affitto alla data del 6 aprile 2009, ci ritroviamo di fronte a chi dovrà pagare l’affitto e chi continuerà a beneficiare del Cas. Non mi stupirei se ci fosse un’emorragia dalle new town di persone che rinunceranno all’alloggio per poi richiedere il Cas”.
Altra criticità riscontrata dal capogruppo della Destra le percentuali di assegnazioni di alloggi.
“Si parla di percentuali che non sono comprensibili. Penso a sportivi ed artisti che verranno in città ai quali verrà affittato l’alloggio ad 1 euro, quindi meno di quanto si è stabilito per gli aquilani. Siamo alla follia. Inoltre ad oggi non abbiamo un conteggio delle spese per la manutenzione. Nessuno ha spiegato che è vero, si partirà da 2,60 euro a metro quadrato ma la cifra potrà essere aumentata qualora la cifra che incasserà il Comune per la gestione del patrimonio immobiliare formato da C.a.s.e. e Map sia inferiore a quanto stimato”.
Secondo l’amministrazione si punta a riscuotere annualmente una cifra che va dal milione e mezzo a due milioni di euro.
“Per noi non raggiungeranno che 400-600 mila euro. Si sa, ad esempio, che l’esenzione dal canone ci sarà per chi ha un reddito inferiore a 15mila euro. E secondo una nostra stima sono moltissimi”.
PEZZOPANE: “INIZIATIVA NECESSARIA”
“Si è trattato di un’iniziativa necessaria, equilibrata, che pone ordine ad una questione su cui si dibatteva da mesi – spiega l’assessore Pezzopane – Il regolamento sarà esecutivo dal prossimo primo gennaio fino al settembre 2012. In quel periodo effettueremo una verifica per valutare se c’è equilibrio tra le entrate per i canoni di affitto e le spese per la gestione del patrimonio immobiliare. Ricordo, inoltre, che il regolamento per i condomini è stato approvato all’unanimità”.
In una prima ordinanza dell’ex premier Berlusconi si imponeva a sindaci di fissare un canone di locazione per C.a.s.e. e Map. Successivamente, dopo le osservazioni sulla diversità di condizione tra proprietari ed affittuari alla data del terremoto, fu emanata una seconda Opcm in cui si prevedeva la possibilità di escludere dal versamento dei canoni i proprietari di immobili lesionati.
“Sulla destinazione degli alloggi che rimarranno vuoti si è scelto di dare priorità al sociale all’Università. Per gli studenti immaginiamo la messa a disposizione degli alloggi di Roio, Coppito e Bazzano, in corrispondenza dei poli universitari, una volta che i cittadini potranno tornare nelle case di proprietà”.
VERINI: “AQUILANI DISCRIMINATI”
“Mi sono astenuto dalla votazione perché sono d’accordo con il principio del canone per coloro che erano in affitto al 6 aprile 2009 ma non sono stato d’accordo sulla scelta effettuata per le destinazioni degli alloggi che si svuoteranno”.
“Avevo proposto di fissare un canone di 140 euro a posto letto, in modo tale ai giovani di uscire di casa, alle giovani coppie di costruirsi un futuro con una spesa accettabile. Invece Cialente ha destinato il 25 alle famiglie disagiate, e su questo punto si può essere d’accordo, il 30 agli studenti, l’8 per cento a imprenditori ed edili che verranno da fuori città per lavorare, solo il 10 per cento alle giovani coppie e perfino il 3 per cento di alloggi e Map sarà affittato ad artisti e sportivi che verranno in città”.
“Mi sembra che gli aquilani siano stati discriminati, a discapito di chi viene da fuori. Non voglio essere tacciato di essere ‘leghista’, ma penso che la priorità andava data prima agli aquilani e poi a tutti gli altri”.
“Sembra quasi – chiosa Il capogruppo di Fli Verini – che essere aquilano sia diventato un difetto”.



