L’AQUILA – La Regione Abruzzo ha congelato il finanziamento di 800 mila euro concesso alla società Xpress per le 60 assunzioni dell’Aeroporto dell’Aquila nell’ambito del bando da 8 milioni di euro “Lavorare in Abruzzo 3”, nel quale si è classificata al quinto posto.

Lo conferma ad AbruzzoWeb l’assessore regionale al Lavoro Paolo Gatti, specificando che gli uffici hanno mosso cinque contestazioni formali sulle modalità di impiego, la situazione attuale (ci sono stati licenziamenti e dimissioni) e la fideiussione a copertura del finanziamento.

Della nota recapitata alla Xpress prima della fine del 2013, però, si sarebbero perse le tracce: l’amministratore unico Giuseppe Musarella, infatti, precisa a questo giornale di non saperne nulla del ‘no’ arrivato dalla Regione e di non aver mai ricevuto “nessuna lettera dall’ente”.

Si tratta di un deciso passo indietro nell’ambizioso ma molto incidentato cammino di lancio dello scalo di Preturo come aeroporto privato per il trasporto di merci e passeggeri, che solo lo scorso 19 dicembre aveva visto il primo atterraggio con un volo dimostrativo per 20 amministratori e giornalisti dall’aeroporto romano di Ciampino.

Anche se la società calabrese dell’imprenditore Giuseppe Musarella ha sempre spiegato di voler tirare dritto, “l’aeroporto non impatta col progetto ‘Abruzzo 3’, come azienda privata abbiamo fatto le assunzioni per dei business che ha l’organizzazione a prescindere dalla gestione dello scalo aquilano”, ha affermato.

E in effetti, a oggi, non c’è notizia di una compagnia che voglia prendere in gestione la struttura, mentre i reduci della pattuglia di 60 assunti lavorano da tutt’altra parte.

“Non faccio valutazioni politiche su questa vicenda – dichiara invece Gatti – mi limito a ripetere che i progetti Lavorare in Abruzzo, questo è il terzo e già lavoriamo al quarto, hanno una loro regolamentazione, una ‘lex specialis’ che va rispettata. Chi rispetta i bandi viene finanziato se raggiunge una posizione utile in graduatoria, se non la rispetta non riceve contributi”.

Nel merito, Gatti sa bene “che c’è una polemica sull’Aeroporto dell’Aquila, ma terrei distinte le due cose: un conto è discutere se lo scala abbia un senso o meno, un altro sono queste contestazioni che non esprimono alcun giudizio di valore: i tecnici, non la politica – sottolinea – hanno dato un giudizio se la società avesse o meno diritto al finanziamento. Sono in posizione utile ma, in questo momento sembra debba essere revocato salvo fatti nuovi. Vedremo le loro controdeduzioni, la scadenza ora dipende dalle Poste”.

Quanto al parere personale di Gatti, “non parlo da assessore ma a titolo personale, ho qualche perplessità anch’io sul senso di avere due aeroporti in Abruzzo, già si fatica ad averne uno! Ma ci sono persone che spesso sembrano cretini e poi diventano geni, magari è questo il caso. A naso, comunque, mi sembra un’avventura abbastanza rischiosa”.

LE CONTESTAZIONI DELLA REGIONE ALLA XPRESS

Sono cinque le contestazioni formali rilevate dalla nota degli uffici regionali nei confronti della società calabrese.

Per 10 lavoratori elencati alla lettera A, si attesta che non siano in possesso del requisito soggettivo della residenza in Abruzzo prima del 1° novembre 2012 come previsto dall’articolo 4 del bando. Qualcuno potrebbe essere un ‘abruzzese acquisito’ dell’ultima ora, con un cambio residenza solo a uso e consumo del bando.

Per altri 6 lavoratori (lettera B), che sono stati licenziati quasi subito, si fa notare che non possono concorrere ai fini della permanenza dei livelli occupazionali.

Per altri 5 dipendenti (lettera C), che invece si sono dimessi, vale la stessa contestazione.

Per un’altra lista di 19 lavoratori (lettera D) viene infine contestato l’espediente del distacco, al momento per gli uffici non è conforme alla legge 276/2003, utilizzato per assumere in questa regione e far lavorare le persone fuori Abruzzo in attesa che lo scalo del capoluogo possa entrare a regime.

Infine, neanche la fideiussione bancaria richiesta dal bando a garanzia degli investimenti va bene: è stata emessa da un soggetto che non rientra tra quelli elencati all’articolo 107 del Testo unico bancario. Alberto Orsini

MUSARELLA (XPRESS): ”NON NE SAPPIAMO NULLA”

La Regione Abruzzo revoca il finanziamento di 800 mila euro alla società X press per l’assunzione di 60 addetti all’Aeroporto di Preturo (L’Aquila), ma il suo amministratore unico Giuseppe Musarella afferma “di non saperne assolutamente nulla”.

Non è ancora arrivata a destinazione, infatti, la lettera recapitata alla X Press da parte degli uffici dell’ente, nella quale si spiegano punto punto tutte le motivazioni che hanno portato al congelamento del finanziamento del bando Lavorare in Abruzzo tre, come annunciato dall’assessore  regionale al Lavoro Paolo Gatti.

“Quando riceveremo la lettera decideremo come comportarci – afferma Musarella ad AbruzzoWeb – Se il finanziamento fosse stato revocato realmente e se si dovesse riscontrare un’inadempienza da parte della Regione, potremmo fare ricorso al Tar”.

L’imprenditore precisa, però, che è “ancora presto” per poter parlare di eventuali azioni e chiede un incontro all’assessore Gatti col quale, dice, di non aver mai parlato, “nonostante ripetute richieste di incontro dal 1° novembre a oggi”.

“Sono rimasto sorpreso da questa notizia appresa dai giornali. Stiamo cercando di contattare la segreteria dell’assessore da ore, ma non risponde mai nessuno – ironizza Musarella – Vorrei poter leggere la documentazione prima di poter decidere cosa fare”.

Cinque le motivazioni che hanno portato alla revoca del finanziamento alla X press: per 10 lavoratori si attesta, infatti, che non siano in possesso del requisito soggettivo della residenza in Abruzzo prima del 1° novembre 2012, come previsto dall’articolo 4 del bando; per altri 6 lavoratori, che sono stati licenziati quasi subito, e per altri 5 che si sono dimessi, si fa notare che non possono concorrere ai fini della permanenza dei livelli occupazionali; per un’altra lista di 19 lavoratori viene contestato l’espediente del distacco, al momento per gli uffici non è conforme alla legge 276/2003, utilizzato per assumere in Abruzzo e far lavorare le persone fuori regione in attesa che lo scalo del capoluogo possa entrare a regime.

Neppure la fideiussione bancaria richiesta dal bando a garanzia degli investimenti va bene perché è emessa da un soggetto che non rientra tra quelli elencati all’articolo 107 del Testo unico bancario.

Un secco ‘no comment’ dal direttore del settore politiche del lavoro della Regione, Giuseppe Sciullo, che si sta occupando dell’iter del bando Lavorare in Abruzzo Tre.

“Non posso dire se la lettera sia stata aspedita oppure no e non posso rivelarne il contenuto – dice – Questo è un procedimento ancora in itinere”.

Lo scorso 30 novembre, in attesa di un colloquio con Gatti, l’amministratore unico di X press ha avuto un primo incontro con il dirigente regionale.

“Il dottor Sciullo ci ha spiegato che i fondi non sono stati erogati ancora a nessuno e che ci sono state delle difficoltà a livello burocratico per tutte le aziende, non solo per la nostra nell’interpretazione di alcune situazioni legate anche all’aspetto documentale delle pratiche”.

CIALENTE: ”LA REGIONE OSTACOLA L’AEROPORTO AQUILANO”

“La Regione sta facendo di tutto per ostacolare l’aeroporto aquilano, ormai è evidente a tutti”.

Il sindaco Massimo Cialente non ha dubbi sulla volontà politica di bloccare lo sviluppo dello scalo di Preturo.

“C’erano due milioni e 400 mila euro di fondi Fas per l’aeroporto del capoluogo che sono bloccati perché la Regione ha mandato una richiesta all’Unione Europa per sapere se fossero aiuti di stato – prosegue il primo cittadino – Due pesi e due misure, visto che dagli stessi fondi sono stati tranquillamente attinti 8 milioni di euro per lo scalo pescarese senza colpo ferire”.

Ci sarebbe lo zampino della Regione e in particolar modo del vice presidente del consiglio regionale Giorgio De Matteis, anche per quanto riguarda l’inizale ‘no’ del ministero dei Trasporti all’apertura dello scalo commerciale aquilano, con una lettera inviata all’Enac (Ente nazionale dell’aviazione civile), lo scorso settembre.  Marianna Galeota