L’AQUILA – “Sulla vice dell’aeroporto, il Comune dell’Aquila fughi i dubbi che l’operazione possa essere un altro ‘prendi i soldi e scappa’ con qualcuno che stia cercando di drenare più fondi pubblici possibili, e poi prendere il volo”.
In una nota chiede “chiarezza” il gruppo consiliare di Appello per L’Aquila, rappresentato nell’assise civica da Ettore Di Cesare.
Dopo la richiesta di atti presentata dal ministero per le Infrastrutture, Apl invita l’amministrazione di “non gridare all’ennesimo complotto pluto-giudaico-massonico”, ma “semplicemente di inviare la documentazione richiesta e renderla pubblica in modo tale che tutti la possano valutare con dati alla mano. Per tutte le vicende che riguardano risorse pubbliche questa dovrebbe essere la normale prassi”.
“Così, se di complotto si trattasse – aggiugne Apl – si spunterebbero le armi dei cospiratori di turno fornendo dettagliato piano industriale, fino all’ultimo euro, sulle spese e le entrate previste dimostrando la sostenibilità economica-finanziaria dell’operazione”.
“Un piano che non potrà comprendere un centro commerciale – sottolinea la nota – perché il Comune sta finanziando con 600 mila euro la gestione di un aeroporto e non di uno shopping center. E ci mancherebbe altro”.
“Le date mai rispettate per l’apertura, prima aprile, poi ferragosto fino ad arrivare a oggi, certo non aiutano. Sarebbe inoltre un’assicurazione anche per i lavoratori di un’occupazione affidabile e stabile”, conclude Apl.
Su questo e su altri punti che da mesi ci appaiono poco chiari, relativi anche a mancanze di documentazione e ulteriori risorse impiegate da parte del Comune, abbiamo preparato un’interrogazione perché di metropolitana, che non doveva costare nulla ai cittadini, una basta e purtroppo avanza.





