L’AQUILA – Con la reintroduzione delle tasse di iscrizione che erano state sospese a seguito del sisma del 6 aprile 2009, l’Università dell’Aquila rischia, per l’anno accademico alle porte, un calo significativo degli iscritti, e così l’Adsu, l’Azienda regionale per il diritto agli studi, prova a correre ai ripari con una “student card” che sarà presentata all’ Expo di Milano.
Lo spiega ad AbruzzoWeb il presidente dell’Adsu, Francesco D’Ascanio, che si appella alla Regione Abruzzo, chiamata a mettere più soldi in bilancio per le università abruzzesi, e anche alla città tutta, che “deve fare la sua parte, offrire servizi e alloggi a costi calmierati e accessibili”.
All’Aquila, spiega il presidente, “nello studentato nella ex caserma Campomizzi, in questo periodo nel 2013 avevano 300 iscrizioni su 380 posti disponibili. Oggi invece sono 250, con un calo del 12 per cento: un segnale che non deve essere sottovalutato”.
Insomma, la picchiata potrebbe essere anche superiore rispetto a quella prevista dal rettore, Paola Inverardi, ovvero da 23 mila a 21 mila studenti, e allora, ragiona D’Ascanio, “è bene non perdere tempo in polemiche e correre preventivamente ai ripari”.
“In particolare, d’intesa con il Comune stiamo verificando ogni soluzione per attrarre studenti, a prevenire crollo delle iscrizioni, fornendo servizi adeguati e alloggi a prezzi accessibili. La student card è solo uno di questi strumenti, ancora allo studio – prosegue – Con essa gli studenti potranno godere, in virtù di un accordo con Confesercenti e Confartigianato, di sconti minimo del 20 per cento per fare la spesa al supermercato, per andare a mangiare una pizza, per accedere a impianti sportivi, ai cinema a e così via”.
E poi, ovviamente, deve fare la sua parte anche la Regione Abruzzo.
“Per le tre Adsu abruzzesi, nel 2008 in bilancio venivano stanziati 7,5 milioni di euro. Oggi siamo scesi a 5 milioni – sbotta il presidente Adsu – Il mio appello è che si torni subito al livello del 2008. C’è poi una legge regionale, la numero 41 del 2011, che dovrebbe essere rifinanziata e che ci potrebbe garantire le risorse per tenere aperte le aule studio, per rifinanziare le convenzioni con gli impianti sportivi, insomma per garantire quei servizi agli studenti che rappresentano una priorità se vogliamo mantenere alto il livello delle iscrizioni”.



