L’AQUILA – Nel giorno di Pasqua, all’età di 78 anni, improvvisamente, è venuto a mancare all’Aquila per un malore Vincenzo Ruscio, figura molto nota, per i suoi importanti ruoli politici e professionali, in qualità di manager pubblico ma, soprattutto, per l’impegno civico, a livello regionale, particolarmente nella Marsica e specialmente nel capoluogo regionale, dove risiedeva, e nella natìa Celano.

La sua scomparsa, ancora più dolorosa e drammatica nella significativa festa religiosa e civile che stava trascorrendo con i suoi cari, ha lasciato nello sconforto la famiglia ed i suoi tantissimi amici: i figli Francesco ed Edoardo, la moglie di quest’ ultimo Silvia e la nipotina Maria Pia, la moglie Maria Pia e la sua compagna Marta con la sua famiglia annunciano che le le esequie si terranno domani, mercoledì 23 aprile, alle ore 15.30 nella chiesa di San Sisto all’Aquila.

Profondamente legato all’Abruzzo e alla terra marsicana, viene ricordato in queste ore da chi più assiduamente lo ha frequentato e conosciuto, come un protagonista a livello locale di una stagione meritevole di essere ricordata, anche per l’ispirazione per l’oggi che se ne può trarre: “una stagione, cioè, in cui era particolarmente e più ampiamente avvertito il dovere di mettere a frutto doti e qualità personali non solo per il naturale interesse privato ma anche, e largamente, per il bene comune”, spiegano alcuni delle persone più vicine.

Amici e collaboratori di Ruscio sottolineano proprio questo forte senso di sollecitudine e di impegno per la comunità, rimasto inalterato nell’arco di vari decenni.

Il vivo sentimento di appartenenza alla sua terra è ciò che indusse Ruscio, che aveva iniziato la sua parabola professionale in Technipetrol a Genova e Roma, specializzandosi nella progettazione di piattaforme petrolifere, a passare alla Italtel, potendosi così riavvicinarsi all’Aquila, sua città di adozione.

Ruscio ha concluso la sua carriera in Telecom, trovandosi davanti ad un compito delicato che lo ha messo a diretto contatto con una pagina cruciale della vita politica nazionale come il passaggio traumatico dalla Prima alla Seconda repubblica: ha fatto infatti parte della task force incaricata del recupero del credito insoluto delle strutture organizzative politiche spazzate via dal fenomeno passato alla storia col nome di Tangentopoli.

Impegnato a livello politico, ha ricoperto vari incarichi elettivi nelle amministrazioni locali: ad esempio, è stato vicesindaco e assessore a Celano e ha avuto ruoli nelle società partecipate regionali nei primi anni ‘80, come pure responsabilità apicali nella gestione di partecipate pubbliche locali, ultima, in ordine di tempo, quella nell’Asm Spa, l’azienda servizi municipalizzati del Comune dell’Aquila.

I più stretti collaboratori in quelle esperienze gestionali ricordano “l’impegno di Ruscio, personalmente animato da una forte etica del lavoro, per ottenere, senza compromessi, che venissero sempre rispettati elevati standard di efficienza e professionalità al servizio della pubblica utilità”.