CELANO – La bocciatura dell’ex questore Alessio Cesareo come candidato sindaco di Avezzano, perché espressione di Fratelli d’Italia, definito partito “dittatoriale”, nei territori e in Regione Abruzzo. L’invito a Forza Italia a tornare a pretendere un ruolo di primo piano, affilando le armi  in vista del congresso di primavera, per porre fine alla stagione dei segretari regionali nominati da Roma, come in Abruzzo il deputato Nazario Pagano. Sì all’ipotesi di candidatura al Parlamento e anche in Regione.

Nessuno pensava che sarebbe tornato in Forza Italia, dopo anni di ‘esilio’ a fare il comprimario. E ogni dubbio lo ha tolto nell’intervista a tutto campo di Abruzzoweb lo stesso Filippo Piccone, 64enne imprenditore di livello nazionale, ex consigliere regionale, ex parlamentare, ex coordinatore regionale del Popolo delle libertà ed ex sindaco della sua Celano, importante comune in provincia dell’Aquila di 10mila abitanti.

In Forza Italia Piccone, figlio del noto imprenditore Ermanno Piccone, fondatore dell’azienda di famiglia, scomparso ad agosto 2018, è tornato da poco più di un anno, portando in dote la bellezza di circa 3mila tessere nella campagna di fine novembre 2024. Dato oggi come intimo della famiglia Berlusconi, e del vicepremier, presidente del partito e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Sodale in Abruzzo dal presidente del Consiglio regionale, il pescarese Lorenzo Sospiri, e dell’aquilano assessore regionale al Sociale e Cultura, Roberto Santangelo, il più votato alle regionali del marzo 2024, con 9.587 preferenze.

E nell’intervista non manca di accusare, seppur con il guanto di velluto, quello che è considerato il suo storico nemico: il deputato Nazario Pagano, presidente della commissione Affari costituzionali e inamovibile segretario regionale dal lontano 2013. Auspicando di fatto una svolta e un rinnovamento al vertice del partito già dal congresso di primavera, dove per la prima volta ci sarà il voto della base per eleggere il segretario, finora nominato dal partito nazionale. “Questa classe dirigente in termini generali, non particolari, sono al canto del cigno perché in realtà è stata nominata, ma adesso dovrà farsi confermare dai numeri”, osserva beffardamente.

Su Avezzano poi si schiera clamorosamente al fianco di Santangelo, che ha contestato l’endorsement a candidato sindaco dell’ex questore Alessio Cesareo, tra l’altro residente della sua Celano, al capogruppo in Consiglio regionale, l’avezzanese Massimo Verrecchia – , lo stesso che diventò deputato come primo dei non eletti, proprio al posto di Piccone, che nel dicembre 2017 decise di dimettersi per motivi personali nell’ultimo scampolo di legislatura – insieme al segretario provinciale azzurro Gabriele De Angelis, vicino a Pagano, e del segretario cittadino di Fi Goffredo Taddei. “Io non ho partecipato alle scelte, ma se mi si dicessero, ‘lei avrebbe scelto Cesareo?’ io risponderei di no, perché è espressione di Fdi.  Ed essendo un uomo di partito, se mi chiedessero invece che cosa avrei preferito, io risponderei il consigliere Mario Babbo, non fosse altro perché è un uomo di Forza Italia”, dice senza mezzi termini Piccone.

E le parole più nette le riserva però proprio a Fratelli d’Italia, primo partito in Regione Abruzzo, che esercita a suo dire “una sorta di dittatura nell’ambito del centrodestra”, auspicando un sussulto  e una reazione da parte del suo partito. Discorso diverso per la sua Celano, dove invece Piccone appoggerà il sindaco uscente Settimio Santilli, pur essendo anche lui di Fdi, aggiustando il tiro perché nei mesi in corso non aveva risparmiato critiche al sindaco.

Con il quale, va ricordato Piccone è stato nel 2021 con Santilli coinvolto nell’inchiesta  “Acqua fresca”, della Procura di Avezzano, per presunti appalti pilotati al Comune di Celano, nella veste di vicesindaco, finendo anche in carcere per 18 giorni.

Il processo è iniziato solo a settembre 2o24, e per Piccone e Santilli sono cadute le accuse più gravi, come quella di corruzione e si è in attesa ancora della prima udienza. “Tutto finirà in una bolla di sapone, resterà il danno fatto al territorio”, taglia corto Piccone.

Filippo Piccone, partiamo dalle elezioni di Avezzano della primavera prossima: finora lei è rimasto un po’ ai margini, non si registrano sue prese di posizione sulla già divisiva

Credo che su Avezzano si giochi una partita importante per il centrodestra e per la Marsica. Sto seguendo, non proprio direttamente, sono rimasto ai margini, questa vicenda di Avezzano. So solo che Avezzano ha bisogno di una classe dirigente all’altezza della situazione. Bisogna capire gli cittadini di Avezzano che cosa si aspettano, che proposta si aspettano dal centrodestra. Immagino che però a parte gli nomi sia più importante avere un progetto per questo territorio.

D’accordo, ma cosa ne pensa dell’endorsement a Cesareo, confermato dal segretario cittadino del suo partito Taddei, ma che è un nome che non piace all’assessore regionale Santangelo anche lui di Fi?

Non ne ho conoscenza diretta, ancorché sia un mio concittadino, perché so che abita il Celano e ha un bel curriculum,  Il punto è che è un’espressione di Fratelli d’Italia, e se andiamo su un piano prettamente politico, Fratelli d’Italia esprime il presidente della Regione, esprime il sindaco dell’Aquila, esprime il sindaco della mia Celano. Insomma, mi sembra che ci sia proprio una sorta di dittatura nell’ambito del centrodestra da parte di Fratelli d’Italia. Quindi mi auguro e mi aspetterei che Forza Italia da questo punto di vista abbia un sussulto per proporre non solo progetti, ma anche persone.

Dunque ha ragione Santangelo ad aver chiesto un altro nome, come ad esempio quello del consigliere comunale Mario Babbo?

Io penso che sia Cesareo che Babbo possono essere delle valide candidature. Io non ho partecipato alle scelte, ma se mi dicessero, ‘lei avrebbe scelto Cesareo?’ io risponderei di no, perché è espressione di Fdi.  Ed essendo un uomo di partito, se mi chiedessero invece che cosa avrei preferito, io risponderei Babbo, non fosse altro perché è un uomo di Forza Italia e credo che sia doveroso riequilibrare un po’ le forze in campo.

Lei ha usato la parola molto forte di ‘dittatura’ di Fdi, avviene anche in Regione Abruzzo?

C’è una egemonia abbastanza evidente, che non fa bene alla coalizione del centrodestra ma non fa bene nemmeno a Fratelli d’Italia. Forza Italia ha l’obbligo, il dovere e anche le capacità per poter riequilibrare le forze e far sì che la coalizione di centrodestra sia appunto una vera coalizione, e non una egemonia di Fdi.

Cosa ne pensa invece dell’amministrazione di Giovanni Di Pangrazio, e del suo civismo?

Ha ombre, ma anche luci, il punto è che è un’amministrazione che in questo momento  no si addice al panorama politico, è fondamentalmente civica con un groviglio di partiti, di appartenenze di vario genere. Sarebbe auspicabile che in una città di 40 mila abitanti ci fosse un governo di una parte o di un’altra con idee chiare, progetti e percorsi chiari. Quindi non posso che dare un giudizio critico e augurarmi che il centrodestra possa vincere le prossime elezioni

Veniamo alla sua Celano, sarà ricandidato, da lei appoggiato, il sindaco uscente Settimio Santilli, che lo ricordiamo è di Fratelli d’Italia anche lui?

L’amministrazione dopo le note vicende giudiziarie che in qualche modo l’avevano congelata per un paio d’anni, ha avuto uno scatto di idee molto importante, perché ha fondamentalmente portato a termine il programma, anche se la legislatura di fatto si è dimezzata. Diciamo che in un paese seppur grande come Celano, le appartenenze partitiche sfumano e dunque credo che questo sindaco, pur di Fratelli d’Italia, meriti la riconferma, per dare la continuità rispetto al buon lavoro fatto negli ultimi anni.

Lei ha citato una inchiesta che la vede imputato, ci sono novità sul fronte giudiziario?

Tutto finirà in una bolla di sapone. Tenga conto che non è stato fatto ancora il primo grado e sono passati già cinque o sei anni dalla contestazione dei reati e quelli più grandi sono stati cancellati. Resterà il danno fatto al territorio. Voglio poi ricordare che noi siamo stati accusati non di aver preso soldi, ma solo di aver esercitato un ruolo di gestione del potere. Erano e rimangono delle accuse sostanzialmente prive di ogni fondamento, soprattutto che relegano questo processo ormai in un canale morto.

Torniamo alla politica: che ruolo intende recitare dentro Forza Italia, immaginiamo non da comprimario?

Forza Italia è destinata a cambiare e di molto: se posso usare un’espressione forte non c’è più il padrone del partito, come era Silvio Berlusconi,  e inevitabilmente dovrà assumere le connotazioni di un partito democratico che attraverso congressi e votazioni elegge la propria classe dirigente, la seleziona, la pone all’attenzione delle istituzioni. Io credo che ormai in Forza Italia sia abbastanza evidente una sorta di reminiscenza dei tempi in cui il partito era un po’ il partito azienda, il partito che governava Berlusconi, ma non potrà essere più così. Se la posso riassumere in una battuta, questa classe dirigente in termini generali, non particolari, è al canto del cigno perché in realtà è stata nominata, ma adesso dovrà farsi confermare dai numeri, quindi dai congressi, perché ad essere eletti sono solo i responsabili cittadini, non quelli  provinciali e regionali.

Lei dice in termini generali, ma si riferisce per caso anche al segretario regionale abruzzese Nazario Pagano?

Non voglio andare  sul particolare, me ne guarderei bene, però è incontrovertibile che Pagano sia stato uno indicato da Roma e non  eletto dalla base. Ma adesso ci saranno i congressi, a primavera dell’anno prossimo per il regionale, se Pagano avrà la capacità di farsi eleggere chiaramente tutti noi ne prenderemo atto. Se poi invece cambieranno le cose lo decideranno gli iscritti di Forza Italia.

Lei sarà della partita al prossimo congresso? Sta forse puntando ad essere lei il prossimo segretario regionale? 

Senza ombra di dubbio sarà della partita, convintamente e con molta passione, ma non come candidato segretario. Darò il mio contributo e cercherò di portare avanti le istanze e le aspettative del nostro territorio. Del resto ne ho pieno diritto, basti considerare che il mio comune, Celano,  è quello con maggiori tesserati in Forza Italia.

Guardiamo al futuro, sarà candidato alle politiche o anche alle regionali?

Guardi, io non ho un obiettivo preciso, anche se può sembrare questa una ‘diminutio’ rispetto al percorso politico che ho fatto. Io darò il mio contributo a livello comunale, regionale e nazionale.
Chiaramente se ci saranno le condizioni per recitare un ruolo di primo piano, magari a Roma, non mi tirerò certo indietro. Filippo Tronca