ASCOLI PICENO – Gli squilli delle chiarine e il rullo dei tamburi della Quintana di Ascoli Piceno per l’ultimo saluto a Marisol Piermarini, la più piccola vittima del terremoto del 24 agosto scorso.
Lo hanno voluto il papà Massimiliano e la mamma Martina, già scampata al sisma dell’Aquila nel 2009, per dire addio alla loro bambina, morta a 18 mesi a Pescara del Tronto mentre era nel letto stretta a loro.
I genitori, pur feriti, si sono salvati, mentre la piccola non ce l’ha fatta.
Al funerale solenne delle vittime del sisma nelle Marche, celebrato il 27 agosto nella palestra di Monticelli, era presente Massimiliano, ma non c’era Martina, ricoverata nell’ospedale di Torrette ad Ancona.
“Voleva dormire fra noi due ed era il suo modo per tenerci uniti” ha detto oggi la giovane mamma al termine della cerimonia celebrata nel chiostro di Sant’Angelo Magno, sede della Piazzarola, uno dei sei sestieri della rievocazione storica ascolana.
“Marisol ci ha insegnato tanto, a me personalmente mi ha cambiata: era gioiosa e dava tanto amore, anche nei sui capricci. Questo non è un addio, ma un arrivederci”.
Il papà Massimiliano ha voluto ringraziare i vigili del fuoco che quella notte recuperarono la bimba fra le macerie della casa crollata e che oggi l’hanno portata a braccia nell’ultimo viaggio.
“Marisol è stata un lampo di gioia, ha rappresentato un periodo di grande felicità per tutta la nostra famiglia. Io piango tutti i giorni – ha detto Massimiliano Piermarini – per nostalgia di lei, non per tristezza”.
Un messaggio ripreso e rilanciato nell’omelia da don Juan de Dios Vanegas Gallego, sacerdote argentino, amico di famiglia impegnato all’Aquila, dove ha conosciuto i genitori di Marisol e a luglio dell’anno scorso l’aveva battezzata. “Se siete salvi, state mano nella mano e vi amate, dovete continuare a lottare non solo per voi, ma soprattutto per Marisol” ha detto il sacerdote rivolgendosi ai genitori della bambina.
“È morta coccolata da voi, amata da voi e dovete essere felici di averla riempita di amore. Adesso non c’è più, è vero, ma le cose belle che avete vissuto insieme non ve le può togliere nessuno”.



