L’AQUILA – I primi giorni di agosto saranno decisivi per dare il via in atti alla costruzione del nuovo stabilimento per imbottigliare l’acqua della sorgente Sponga di Canistro (L’Aquila), la struttura del gruppo Norda, aggiudicatario del bando, che dovrebbe consentire alla Regione di “ovviare” alla guerra con la società Santa Croce dell’imprenditore molisano Camillo Colella.
Un capannone che si punta a realizzare al più entro due anni: sollecitudine quanto mai necessaria, perché in questi mesi di interregno la preziosa acqua finisce nel fiume invece che sulle tavole di tutt’Italia.
A confermarlo ai microfoni di AbruzzoWeb è il vice presidente della Giunta con delega alle Attività produttive e Crisi industriali Giovanni Lolli, che traccia la “road map” dei passaggi successivi che porteranno, prima della pausa estiva, a definire alcune tappe chiave, su tutte il placet del comitato per la Valutazione d’impatto ambientale.
“Il Via è previsto martedì prossimo; il martedì successivo, anche all’esito della riunione della commissione, torneremo a riunirci con l’azienda che ha vinto il bando – annuncia Lolli – Lì, insieme al Comune, stabiliremo il cronoprogramma, secondo il rispetto della legge e delle normative. Stiamo andando avanti, il percorso è certamente complesso e accidentato”.
La Norda dei fratelli Pessina, anche editori del quotidiano l’Unità e titolari di marchi come Sangemini e Gaudianello, è aggiudicataria provvisoria delle sorgenti, a seguito del bando regionale vinto il 22 marzo, ed è in attesa del vaglio del progetto da parte del Via sia per quanto concerne gli impianti, sia appunto il nuovo stabilimento.
Alla domanda se lo si possa realizzare entro la fine della legislatura regionale, prevista per metà 2019 salvo dimissioni del presidente, Lolli risponde: “Non lo so, mi auguro di sì, i tempi che abbiamo dato sono molto stretti”.
Quanto alla caratura dell’azienda che ha vinto il bando, il vice presidente ricorda che “è la prima nazionale del ramo: mi sembrano persone dotate di risorse finanziarie e imprenditoriali molto molto importanti”, conclude.
Le infrastrutture devono essere realizzate per forza ex novo perché Colella, che fino allo scorso anno era concessionario della sorgente, oltre che del marchio Santa Croce è proprietario anche dello stabilimento esistente e non ha alcuna intenzione di venderlo o affittarlo per favorire altri.
Tra l’imprenditore molisano e la Regione, proprietaria della concessione, è in corso una guerra giudiziaria a tutto campo, anche in riferimento al bando dello scorso dicembre e alla conseguente valutazione che non vede la Italiana Beverage del gruppo Colella neppure classificata, per non aver raggiunto il punteggio minimo.
Solo due giorni fa Lolli, la dirigente di riferimento Iris Flacco e alcuni operai e sindacalisti Santa Croce sono stati in tribunale, indagati rispettivamente per diffamazione, abuso d’ufficio e minacce nell’ambito di inchieste giudiziarie aperte da tre diversi esposti di Colella. Alberto Orsini






